È la chiesa più importante di Veroli perché costruita dove venne sepolto il corpo di Santa Salome e ospita le reliquie della santa protettrice della città e madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni arrivati qui dalla Palestina. Maria Salome è sotto la croce, assiste la sepoltura di Gesù ed infine è una delle testimoni della resurrezione. La storia racconta che Maria Salome e suo figlio San Giovanni si recano a Efeso in Turchia dove il governatore era proprio di Veroli.
La chiesa è quindi iniziata come un piccolo luogo di culto per custodire il corpo della santa nel 1209 che oggi è la cripta della chiesa. Una storia narra di come la tomba sia stata ritrovata grazie ad un sogno in cui San Pietro aveva indicato ad un Verolano il luogo della sepoltura.
L’iniziale oratorio è stato via via ampliato fino ad essere poi ricostruita dopo il terremoto del 1350 e riconsacrata nel 1492. Nel ‘700 è stata poi totalmente rifatta e della precedente chiesa gotica restano alcuni affreschi e piccole porzioni.
Nel Settecento due vescovi toscani chiamarono a Veroli numerosi pittori per affrescare le pareti interne della chiesa.
L’interno è diviso in tre navate e una grande immagine di Santa Salome realizzata dal Cavalier d’Arpino (maestro di Caravaggio) appare subito sull’abside centrale.
Sotto l’altare maggiore si trova una ‘confessione’, ossia una scalinata in marmo che conduce ad un piccolo ambiente a livello inferiore dove in una urna si trova il cuore di Santa Maria Salome e le urne con le reliquie di San Biagio e San Demetrio, compagni della santa.
Accanto all’altare sulla navata di sinistra si trovano affreschi del XIII secolo e mentre su quella di destra un incredibile trittico del 1561.
La chiesa ospita una Scala Santa di 12 gradini e nell’undicesimo gradino si trova un frammento della santa croce in una piccola teca nel gradino. La scala è stata costruita dal Vescovo Tartagni con il permesso di papa Benedetto XIV e offre gli stessi privilegi di quella di Roma: il fedele che la percorre in ginocchio ottiene l’indulgenza plenaria se rispetta le indicazioni riportate in una lapide posta vicino la scala.
La basilica ha anche una Porta Santa, che si apre il 24 maggio in occasione della festa della patrona, ed è gemellata con la Basilica di San Giovanni in Laterano di Roma.
Accanto al trittico c’è un grande quadro, attribuito a Francesco Solimena (1657-1747), che raffigurava i vari Ordini Francescani e la Vergine Maria che consegna il loro ‘cingolo’, simbolo di unione. Fra le altre opere dobbiamo menzionare altri affreschi del Frezzi, un Cristo e Santi attribuiti a Giuseppe Passeri, una tela del Solimena, un Cristo Re dello Scaccia Scarafoni e una statua lignea di Santa Salome di stile barocco.
La grande cupola è decorata con affreschi di Giacinto Brandi (1623-1690).

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