La cattedrale è il simbolo dello splendore dell’Anagni e la sua storia ha molti intrecci con il sacro. E’ stata costruita sulla antica acropoli preromana, dove si trovava un tempio dedicato a Cerere e un antico mitreo che si può ancora visitare nei sotterranei e che è chiamato Oratorio di San Tommaso Becket.

La sua costruzione è dovuta al vescovo Pietro dei Principi Longobardi di Salerno sul punto indicato da San Magno che gli era apparso in sogno e gli aveva chiesto di edificare una chiesa dedicata alla Madonna e che avrebbe trovato i fondi necessari a Costantinopoli. Ed infatti arrivato in Turchia guarì l’imperatore Michele VII, grazie alla visione di San Magno, che finanziò il completamento della chiesa.

La facciata della chiesa è in arenaria, la pietra locale, in stile romanico come il campanile che si trova nel piazzale antistante l’entrata principale della chiesa. Il campanile arriva a 30 metri di altezza e ha 5 ordini di aperture con monofore, bifore e trifore.

Le parti laterali della chiesa sono altrettanto interessanti con la Loggia delle Benedizioni con la statua in marmo di Bonifacio VIII, seduto su un trono incastonato in una conchiglia e inserito in una sorta di baldacchino, che domina Piazza Innocenzo III. Il retro della cattedrale ha un fascino ancora maggiore con la scala attorno alle tre absidi di cui la centrale è finemente decorato da una loggetta con archi e colonne.

Tre portoni con tre lunette immettono nelle tre navate, quella centrale ha un decoro bizantino e una testa di lupo e una di bue che riprendono una leggenda. Si narra che il vescovo Pietro fece il miracolo di convincere un lupo a trainare il carro con le pietre insieme al bue per aiutare la costruzione della cattedrale.  L’interno appare con archi gotici e con uno splendido pavimento cosmatesco, ossia fatto dalla famosa famiglia Cosmati di marmisti romani.

Nell’abside centrale si trova il trono del vescovo fatto realizzare dal vescovo Landone intorno al 1262 mentre la balaustra che separa la zona è recente e risale al Novecento. La cattedrale ha una cappella sul lato destro dedicata alla Madonna della Misericordia mentre sul lato destro si trovano tre cappelle importanti: la Cappella Lauri, il battistero e la duecentesca Cappella Caetani.

All’interno della chiesa si conservano pochi affreschi duecenteschi mentre il vero capolavoro di arte medioevale è nella cripta sotto la chiesa, un ambiente totalmente affrescato a tre navate con 12 colonne, una copertura a volte e con un pavimento cosmatesco.

È chiamata la Cappella Sistina del medioevo per la magnificenza delle pitture e del loro stato di conservazione e per il significato del ciclo pittorico. La cripta è dedicata a San Magno e una sezione degli affreschi è tutta dedicata alla storia del santo, che è anche il patrono di Anagni.

La prima volta vicino l’entrata è dedicata al ciclo della vita con le 4 stagioni dell’uomo e i 4 elementi, ma anche con i dodici segni dello zodiaco e una correlazione fra microcosmo e macrocosmo.

Un’altra sezione è dedicata alla filosofia di Platone e del medico Galeno mentre un grande ciclo racconta l’antico testamento fino all’apocalisse. Tutti gli affreschi sono stati realizzati tra l’inizio del XII secolo e la metà del XIII secolo da tre diverse botteghe di artisti.

Da una navata laterale si accede al chiostro con il lapidario e una cisterna. In un edificio collegato alla cattedrale si trova il Museo del Tesoro che raccoglie oggetti religiosi, paramenti sacri e un raro cofanetto reliquiario di Thomas Becket decorato con smalti di Limogés.

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