Nel cuore medievale di Viterbo si trova la chiesa di San Giovanni Evangelista che si riconosce subito per due grandi contrafforti che collegano la facciata con il palazzo di fronte. Sono stati realizzati probabilmente per arginare un problema statico dell’edificio e scaricare il suo peso anche sulle costruzioni vicine.

La chiesa risale al XI-XII secolo e deve il suo nome Zoccoli al rivestimento in ceramica che un tempo decorava la facciata e che in lingua locale era chiamata ‘Ciocola’. Alcuni di questi decori in maiolica si possono osservare nel grande rosone che adorna la facciata, se avete un teleobiettivo.

Oltre al rosone romanico con le sue sculture laterali di aquile, che rappresentano San Giovanni Evangelista, nella facciata si apre un portone con una elegante cornice con decoro floreale e geometrico e una lunetta con un affresco del santo.

L’interno è semplice e la chiesa ha tre navate, che terminano con 3 absidi divise da una serie di colonne realizzate con elementi sovrapposti, e una copertura a capanna in legno.

Seppure lo stile generale della chiesa appare romanico, questo è in parte voluto con due interventi di restauro, uno del 1880 e uno dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Fra le opere d’arte si può ammirare un polittico in stile gotico del 1441 realizzato da Francesco d’Antonio Zacchi detto il Balletta, un pittore di Viterbo che ha rappresentato una Vergine fra i santi. Da un lato San Pietro e San Giovanni Battista e dall’altro San Giovanni Evangelista e San Paolo.

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