La chiesa si trova al di fuori della cinta muraria lungo la antica via di Valle Piatta dove un tempo si trovavano donne di malaffare. Fu costruita nel 1318 dal Maestro Fardo di Ugolino di Uffreduccio, un notaio e terziario francescano ed era la cappella di un punto di un punto di ristoro per prostitute che intendevano redimersi.

Ma il Maestro non riuscì nel suo intento e nel 1324 abbandonò Viterbo per ritirarsi sui Monti Cimini. La chiesa fu oggetto di critiche fra i cittadini per il suo sfarzo, tanto che papa Martino V Colonna decise di affidare la chiesa agli Avvocati Procuratori e Notari e oggi appartiene all’Ordine degli Avvocati di Viterbo.

La chiesa ha uno stile molto insolito per Viterbo, una facciata piana bicolore con lastre quadrate di marmo bianco e rosa poste sia orizzontalmente che obliquamente. Il portone di ingresso ha una delle decorazioni in marmo più eleganti e raffinate di Viterbo: una serie di colonne con marmi colorati e un fregio scolpito con due tralci di vite che si intrecciano e racchiudono figure umane che rappresentano la misericordia.

Ad una facciata piana, poi, corrisponde un retro tondo, dove si trova una elegante e grande bifora, tanto che la chiesa sembra avere la forma di un cuore. Mentre su una parete esterna laterale si trova una edicola a forma di bifora che protegge un affresco di una Annunciazione.

L’interno è molto semplice e custodisce la tomba del Maestro Fardo che la ha voluta realizzare molti secoli fa.

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