Il palazzo è stato costruito nella seconda metà del ‘700 dall’architetto Domenico Simonetti di Como come Collegio dei Dottrinari a supporto alla attività della cattedrale. La costruzione fu resa possibile grazie ad una eredità anche se il costo della struttura superò la disponibilità economica e i Dottrinari si ritrovarono con dei debiti.

L’edificio è composto da un corpo centrali e due ali che racchiudono un chiostro aperto su un lato, forse un indice della mancanza di fondi sufficienti a terminare l’opera.

La facciata è semplici con finestre regolari sui tre piani e lunga 35 metri e si apre una piazza sorretta dalle mura poligonali dalla quale si gode una splendida vista su Monte Lupone.

Appena superata la porta di ingresso incorniciata da pietre si entra in un atrio con un ampio scalone che porta al piano superiore.

Il 7 marzo 2003 sulla facciata è stata disegnata una meridiana, dall’esperto in gnomonica Umberto Mascolo di Sermoneta, con la scritta: “Diem et horam excidii Nonis Martiis numero” in ricordo del bombardamento aereo del 1944.

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