La chiesa si trova vicino la casa natale di Santa Rosa e ha una storia molto rocambolesca, infatti il suo stile neoclassico si distingue nettamente dal resto della città di Viterbo.

La prima chiesa con annesso monastero era stata costruita intorno al XII secolo da monache che seguivano l’ordine di Santa Chiara.

Nel 1258, papa Alessandro IV fece riesumare il corpo di Santa Rosa e lo fece portare nella chiesa con una processione solenne dalla quale ha preso poi avvio la spettacolare processione della Macchina di Santa Rosa che si ripete ogni anno e che è diventata Patrimonio dell’Unesco.

La chiesa è stata poi distrutta da un incendio nel 1367 ed è stata ricostruita più grande.

Nel rinascimento, poi, un grande restauro interno ha profondamente cambiato lo stile medioevale e cancellato gli affreschi ma l’ultimo rifacimento è del 1850 ad opera del vescovo di Viterbo.

Oggi la chiesa si presenta con uno stile Ottocentesco con una facciata in peperino che richiama un tempio romano e l’interno neoclassico. La chiesa ha tre navate e una pianta a croce greca con una cupola a pianta ottagonale al centro. La cupola è stata affrescata nel 1917 con i 4 evangelisti e i santi.

Da un lato si accede al monastero e alle stanze dedicate a Santa Rosa dove si trova la grande urna barocca del 1699 in bronzo dorato e argento che contiene il suo corpo ben visibile. E’ una vera opera d’arte con angeli scolpiti ai lati che proteggono il corpo della giovane.

Solo una piccola parte del monastero è visibile come la sala del consiglio con sedili scolpiti in legno e una sala che contiene capolavori artistici come un polittico del 1441 eseguito da Francesco D’Antonio Zacchi di Viterbo.

Da questa chiesa parte il corteo storico ogni anno, infatti le cerimonie iniziano con l’omaggio delle autorità civili e religiose al corpo della santa (come era stabilito da una delibera comunale del 1512). Il corteo storico o comporta da centinaia di figurante che sfilano con costumi appartenenti a diverse epoche, a partire dal 1200 quando c’è stata la prima processione che seguiva la salma si Santa Rosa, fino al 1800. Il corteo si chiude con giovani ragazze che indossano un saio, come quello della santa nell’urna, e che portano cesti di rose e candele omaggio del comune alle monache Clarisse.

La processione della macchina di Santa Rosa termina poi proprio davanti al piazzale di questo santuario.

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