Pavona è una delle due grandi frazioni di Albano ed è nata nei luoghi attorno al Laghetto (un tempo Lacus Turni) dove si dice che vivesse la ninfa Giuturna, la sorella del re Turno dei Rutuli ucciso da Enea.

Qui si trovava l’antica città latina di Apiolae, distrutta dal re etrusco di Roma Tarquinio Prisco nella sua espansione a sud di Roma nel VII secolo A.C. Da questa area viene la famosa testa policroma di guerriero latina che si può osservare nel Museo Civico di Albano.

Dopo la caduta dell’impero romano, i cittadini si riunirono intorno a luoghi fortificati con appezzamenti agricoli e protetti da un torrione e a Pavona ne sorsero due: una sulle rovine di Apiolae e una a San Fumia.

Nel 1611 il Laghetto è stato ridotto e prosciugato da papa Paolo V per questioni igieniche. Ma lo sviluppo urbanistico di Pavona è dovuto alla apertura della stazione ferroviaria nel 1863.

Il nome Pavona è invece legato alla bellezza di una donna: alcuni sostengono sia il nome di una gestrice di osteria, altri che sia il soprannome di una amica del Cardinale Flavio Chigi che aveva costruito una villa per lei in quest’area.

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