Anzio è sempre stato un luogo di soggiorno per patrizi romani che vi avevano edificato le loro ville. Una di queste ville repubblicane che risaliva al II secolo AC, è poi diventata imperiale e vi ha trascorso del tempo l’imperatore Augusto e Svetonio racconta che qui è stato acclamato Pater Patriae.

Quando si insediò sul trono, l’imperatore Nerone, che era nato proprio ad Anzio, decise di ampliare la villa e realizzare una sontuosa residenza che è stata utilizzata fino alla Dinastia dei Severi.

La dimora dell’imperatore si estendeva sul Capo d’Anzio lungo una fascia costiera di circa ottocento metri e profonda circa 80 metri. Alle sue spalle si trovava il famoso Santuario della Fortuna Anziate.

Una leggenda narra che Nerone assistette all’incendio di Roma proprio da questa villa.

Dalla collezione privata di statue di Nerone provengono assoluti capolavori come la Fanciulla di Anzio, oggi nel Museo Nazionale Romano, e l’Apollo Belvedere, con cui i romani si ricordavano di aver conquistato la Grecia, che oggi si trova ai Musei Vaticani. La superba statua del Gladiatore Borghese, invece, è custodita al Museo del Louvre.

Nerone volle erigere una villa degna, per dimensioni e magnificenza, del suo status di imperatore. Si può riconoscere un enorme belvedere di forma semicircolare che si affacciava direttamente sul mare. Probabilmente ad Anzio si trovava la famosa Biblioteca imperiale che conteneva anche rari scritti di Pitagora.

I resti si trovano vicino alle rovine di un teatro.

 

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