Nata per accogliere i confratelli di San Filippo Neri la casa aveva dimensioni semplici e ridotte.
Trasformata in una bellissima villa nei passaggi di proprietà: Prima nelle mani di banchieri e poi nel 1866 diventa di proprietà di Elisabetta Borghese Aldobrandini, moglie del Principe Filippo Massimo Lancellotti.
La residenza divenne un organismo produttivo circondato da vigne, tanto che nel 1591 venne definita magna domus.
L’ampliamento simmetrico delle ali rispettò il modello architettonico originario, tra il 1617 ed il 1619 venne costruito il ninfeo seguendo il modello del Teatro delle Acque di Villa Mondragone.
La facciata venne ristrutturata nel 1764 con l’aggiunta di una scala a due rampe.
L’ultima fase di lavori, sotto i Lancellotti, riguardò le pitture interne ed arricchì la Villa con la costruzione di una terrazza panoramica affacciata verso Roma.
All’interno la volta del salone al piano terra è decorato con affreschi del 1873 di Angelini e Forti, celebrativi della famiglia Lancellotti, in altre sale è possibile ammirare le opere di Cherubino Alberti come Elia rapito in cielo sul carro di fuoco e Abacuc trasportato in volo da un angelo. Nella volta del Camerino settecentesco, è conservato l’affresco Diana con Edimione dormiente tra quattro piccoli paesaggi.

I bombardamenti del grande conflitto hanno danneggiato la struttura, che è stata sottoposta a restauro di recente.
Una parte del giardino è oggi divenuto giardino comunale, il cosiddetto Parco dell’Ombrellino.

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