Campagnano di Roma si trova a nord di Roma sulla via Cassia bis ai piedi di Monte Razzano con affaccio nella valle di Baccano, un antico lago vulcanico, e del lago di Martignano. La sua posizione su una altura con due corsi d’acqua laterali denota la sua origine Etrusca ed infatti è vicina alla città di Veio ed oggi si trova all’interno del Parco Archeologico e Naturalistico di Vejo.

E il dominio dei Falisci e degli Etruschi è dimostrato da molte tombe e da opere di ingegneria come la ‘tagliata’, una via che collegava la valle di Baccano con il lago di Martignano.

Tra il IV e il III secolo a.C., questa zona passa presto sotto il dominio dei romani che per cancellare le tradizioni etrusche, realizzano un tempio dedicato a Bacco e da qui deriva il nome di tutta la valle e l’area.

Durante l’età imperiale questa area diventa nota per una importante stazione di posta lungo la Via Cassia, la Mansio ad Vacanas. Questa era in realtà un piccolo centro abitato dove, accanto alle aree per il riposo dei viaggiatori con terme e negozi, e dei cavalli con stalle e fienili, vi era anche un’area adibita per la popolazione residente con la caserma dei soldati, la piazza del mercato e il portico con il pozzo.

Dal III secolo le campagne subiscono un abbandono che poi culmina con l’arrivo dei barbari e la necessità per la popolazione di cercare riparo in altro modo. Da considerare che tutti gli invasori sono transitati sulla via Cassia, che nel medioevo diventa anche via Francigena in questo tratto.

Dopo il periodo delle invasioni, quindi, nelle campagne romane si cominciano a formare i primi insediamenti agricoli attorno a centri religiosi e castelli. Si forma allora il borgo detto di Sant’Alessandro dal nome del papa, sotto la giurisdizione del Vaticano.

Con il feudalesimo, Campagnano vede succedersi diverse famiglie e la prima è stata la famiglia degli Annibaldi che realizzò il nucleo medievale con fortezza che si riconosce nel centro urbano. Nel 1410, dopo molti anni di lotta con gli Annibaldi, subentrò la famiglia degli Orsini che portarono un grande rinnovamento.

Campagnano diventa luogo di soggiorno di papi, cardinali e nobili con le loro corti in cerca di aria salubre mentre a Roma c’era la peste nera.

Nel 1662, Campagnano di Roma passa sotto il controllo della famiglia Chigi, dei banchieri originari di Siena, che portano un rinnovamento urbanistico e opere di ingegneria come la bonifica del lago di Baccano. In questi anni viene costruito un nuovo borgo chiamato il Borgo Paolino a cui si accede dall’imponente Porta Romana, “l’Arco”, che oggi è il simbolo dell’intera cittadina.

L’area della rocca antica viene invece abbandonata anche se inserita nel contesto urbano. Il sontuoso castello Orsini, a cui hanno lavorato allievi di Michelangelo, è stato in parte demolito successivamente ma nel tessuto urbanistico del paese si riconoscono case-torri medievali e altre zone.

Oggi Campagnano di Roma è meta di molti turisti e viaggiatori in cerca delle bellezze delle aree naturalistiche e archeologiche delle Valli del Sorbo all’interno del Parco di Vejo. La riscoperta della Via Francigena ha portato un nuovo grande interesse per questa area e per le sue tradizioni.

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