Il borgo si trova alle pendici dei Monti Cimini vicino al Lago di Vico e la storia del suo nome è particolare in quanto ci sono varie leggende. La prima lo fa risalire ad un tempio dedicato al dio Giano (Ara Jani: Altare di Giano) poi chiamato Castellaccio di Arignano.

Etruschi hanno lasciato tracce in tutta l’area e tombe risalenti al IV secolo AC. Un’altra storia fa riferimento alla famiglia romana “Carbones”, potenti proprietari terrieri ricordati anche da Tacito.

Nel medioevo gli abitanti cercano rifugio in zone collinari sotto la protezione di abbazie. Carbognano compare per la prima volta in un documento dell’817 dove è citato un ‘Fundum Carbonianum’ di proprietà dell’Abbazia di Farfa.

Nel Medioevo si sono avvicendati diversi feudatari che hanno tentato di liberarsi dalla sudditanza allo Stato Pontificio. I più temibili furono senz’altro i Di Vico e gli Anguillara che erano in lotta tra loro e contro la Chiesa. Le due famiglie si contesero il potere fino a quando Pio II, nel 1462, affidò il castello al conte Cristoforo di Carbognano e quindi a Pietro Paolo Nardini.

Con Alessandro VI il feudo passò alla bellissima Giulia Farnese ‘la Bella’, sorella di Paolo III, moglie di Orsino Orsini e amante del papa. Giulia apportò molte migliorie urbanistiche e architettoniche al paese come la costruzione della Chiesa di Santa Maria e del palazzo Baronale.

Carbognano entrò nel Ducato Farnese di Castro fino alla sua caduta del 1649, quando fu incamerato dalla Chiesa.

Dal 1649 si sono succedute le famiglie Orsini, Della Rovere e Colonna, sotto la quale Carbognano si fregiò del titolo di principato.

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