Civitavecchia è una città di mare lungo il Mar Tirreno ed è uno dei porti turistici più importanti del Mediterraneo in quanto sin dalle sue origini è stata il Porto di Roma.

In origine Civitaveccha nasce come un porto e un insediamento Etrusco, ma la sua fortuna cresce con Roma che la aveva chiamata Centumcellae (dal latino ‘centum cellae – cento insenature’) per le numerose insenature del litorale scoglioso che offrivano riparo alle navi. La sua storia è intrinsecamente legata alla difesa e al commercio della città di Roma.

Nel 106 d.C., l’imperatore Traiano decise che questo era il luogo adatto alla costruzione di un porto che sostituisse quello quasi insabbiato di Ostia, alla foce del Tevere, e incaricò il famoso architetto Apollodoro di Damasco. L’imperatore aveva a Civitavecchia anche una delle sue splendide ville, costruita proprio per poter controllare da vicino i lavori del porto, corredata dalle terme. Il 106 si può quindi considerare come l’anno di fondazione della città di Civitavecchia.

La città e il porto sono in simbiosi e Civitavecchia è cresciuta nel bene e nel male con il suo porto. Ha avuto il suo massimo splendore nell’età imperiale, prima l’impero romano e poi quello d’Oriente. Infatti fra il 314 d.C. e il 538 d.C., venne prima occupata dai Bizantini e poi posta sotto il controllo del Duca di Roma. 

Dal 728, Civitavecchia passò sotto il controllo dei papi, che dovevano fronteggiare i Saraceni, e seppure con una interruzione, resterà nello Stato Pontificio fino all’Unità d’Italia. I Papi si preoccuparono subito di restaurare e rafforzare le mura di cinta per proteggerla dagli assalti dei nemici.

Ma i Saraceni erano molto forti e nell’alto medioevo causarono molti problemi, infatti nell’828 la occuparono e la distrussero quasi completamente trasformandola in una base contro Roma. Intanto i fuoriusciti dalla città costruirono un borgo nei boschi della Tolfa che prese il nome di Centumcellae.

La storia della ri-nascita di Civitavecchia avvenne alla fine dell’IX secolo quando gli abitanti di questo borgo nella Tolfa si trovarono a dover decidere se tornare ad abitare nelle rovine della vecchia città di Centumcellae o se rimanere nel borgo sui monti della Tolfa. 

Secondo una leggenda, gli abitanti più giovani erano propensi a rimanere nel nuovo insediamento mentre i più anziani volevano tornare alla città di mare con il porto. La decisione fu presa dopo una arringa di un marinaio di nome Leandro, a cui poi è stata dedicata una piazza, che fece breccia nei cuori delle persone. 

La città portuale venne poi chiamata con il nome Civita Vetula (Città Vecchia) per distinguerla dalla Centumcellae costruita nei boschi e poi andata in rovina definitivamente nel 1500. Sempre secondo questa leggenda, le iniziali O e C che si trovano sullo stemma di Civitavecchia sarebbero le iniziali di Ottimo Consiglio in relazione al discorso di Leandro. Ma molto più probabilmente le parole sono le iniziali di ORDO CENTUMCELLENSIS in ricordo della antica città romana.

A questo punto, Civitavecchia tornò sotto il controllo papale e vi resterà ininterrottamente fino alla dominazione e al saccheggio dei francesi di Napoleone. 

Fra i primi feudatari che governarono Civitavecchia ricordiamo la potente famiglia dei Prefetti di Vico che ad un certo punto entrarono in contrasto con le truppe della Chiesa guidate dal famoso cardinale e condottiero Vitelleschi. Il papa ricomprò Civitavecchia per 4.000 fiorini dalla famiglia dei Prefetti di Vico.

Questo episodio ha portato al Rinascimento di Civitavecchia e papa Giulio II fece realizzare la fortezza dal Bramante, quella fortezza che oggi è chiamata Forte Michelangelo anche se in realtà Michelangelo si era limitato alla costruzione della torre ottagonale del maschio. 

La costruzione delle mura fu invece affidata al grande architetto Sangallo insieme ad altre opere di difesa. Si può dire che alla fine del 1500 il porto di Civitavecchia era tornato a splendere come al tempo dei romani ed ospitava tutta la flotta pontificia e l’arsenale, ossia i cantieri in cui si realizzavano le imbarcazioni. Il porto era strategico per esportare l’allume trovato nelle vicine miniere.

Alla fine del Seicento anche la città tornò agli antichi splendori romani con tutte le infrastrutture necessarie alla popolazione con la sistemazione e il rimodernamento dell’acquedotto di Traiano.

È stato Napoleone a turbare questa pace e nel 1798 l’esercito francese occupò la città e il porto trafugando tutti gli averi della chiesa. Ed è proprio da qui che è partita la campagna d’Egitto utilizzando le navi della flotta pontificia.

Dopo una lunga lotta con il popolo di Civitavecchia, la città fu governata dai francesi (fino alla caduta di Napoleone) che crearono alcune infrastrutture governative come il Tribunale, la Camera di Commercio e una Stazione Meteorologica.

Il ritorno del Papa dopo la caduta di Napoleone ha continuato il processo di ammodernamento: Civitavecchia tornò sede vescovile e Papa Gregorio XVI realizzò il grande Teatro di Traiano. Nel 1859 venne realizzata la prima ferrovia tra Roma e Civitavecchia per collegare velocemente la capitale al suo porto.

Nel 1870 Civitavecchia entrò nel nuovo Stato Italiano dove continuò a svolgere un ruolo importante grazie al suo grande porto. Ma durante la seconda guerra mondiale Civitavecchia pagò la sua posizione di porto strategico a un’ora da Roma subendo ben 76 bombardamenti che la rasero al suolo. 

Oggi il porto di Civitavecchia è tra i più importanti del Mediterraneo ed è il secondo scalo europeo per numero di passeggeri annui in transito.

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