L’area era abitata sin dal periodo romano, come testimoniano i resti di una villa, e è stata popolata dal I secolo AC. Dopo l’invasione longobarda la popolazione fu assegnata sotto la protezione di signori del gastaldato di Aquino. Fu poi contesa tra il Papato e l’Impero, passò per le famiglie dei Cantelmo, Della Rovere fino al 1583 quando arrivano i Boncompagni.

Il nome viene dalla fusione dei nomi ‘Col’, da Coldragone, e ‘Felice’, da Villafelice, che oggi sono entrambe frazioni di Colfelice.

Coldragone risale alla fine del XVI secolo quando il ducato di Arce passò sotto Giacomo Boncompagni e il Duca dà inizio “ad una intensa e convinta opera di ricostruzione del Ducato con durature iniziative edilizie, economico-commerciali e culturali”.

Fra queste opere: l’edificazione del Palazzo Ducale, l’introduzione dell’arte della lana a Isola del Liri e nel 1583 la costruzione di un casale su una piccola altura nel feudo di Arce a cui fu dato il nome di Colle Drago perchè il drago era raffigurato nello stemma della famiglia Boncompagni.

Un’altra leggenda narra di un drago che seminava il terrore tra la popolazione e che viveva in una buia grotta ai fianchi della collina. Il drago divorava gli animali al pascolo, finché venne ucciso da una scrofa che difendeva i suoi maialini e che liberò il borgo dal terribile mostro.

Nel Seicento il feudo subì un terremoto (1654) e una pestilenza (1656) e i Boncompagni tornarono ad interessarsi direttamente di Coldragone sono nella metà del Settecento.

Nel 1796 entrò a far parte del regno borbonico. Durante la seconda guerra mondiale, Colfelice era vicino al fronte difensivo tedesco, la linea Gustav, e subì pesanti bombardamenti.

 

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