Le origini di Ferentino sono antichissime e avvolte nel mito che la vuole fondata dal dio Saturno scacciato dall’Olimpo. Qui trovò territorio fertile, da cui il nome Ferentino, e nel Lazio fondò molte altre città, tutte caratterizzate dalle mura ciclopiche, e diffuse le arti e le tecniche.

Ferentino gode di una posizione geografica particolare, sulla sommità di un colle e crocevia di importanti vie di comunicazione: qui sono passati i grandi eserciti della storia, qui hanno soggiornato molti Papi e Federico II.

Subito evangelizzata (forse proprio da S.Pietro) divenne presto sede di diocesi e vennero edificati pregevoli edifici di culto come la Cattedrale del 1108, sui resti di un antico tempio pagano e di una precedente chiesa cristiana e l’abbazia gotico cistercense di Santa Maria Maggiore.

Per oltre 300 anni, dal 1198 al 1557, Ferentino è stata il capoluogo delle provincie di Campagna e Marittima (ovvero di tutto il Lazio meridionale) grazie al papa Innocenzo III che ne fece la sua sede privilegiata. Molti ordini religiosi si stabilirono a Ferentino nel corso di quegli anni, fondando chiese e monasteri; fra i più attivi: i Benedettini, i Cistercensi, i Francescani, le Clarisse, e i Cavalieri Gaudenti.

Ferentino fu uno dei primi liberi comuni italiani, dotato già a partire dal XII di un suo proprio statuto. La sua libertà terminò con l’assedio e la distruzione da parte delle truppe spagnole del duca d’Alba (1556), le lotte fra Sanfedisti e Giacobini (1798-1802), il passaggio di Garibaldi, e, infine, la seconda guerra mondiale. Nel 1944 l’anno fu oggetto di pesanti bombardamenti e divenne il centro di accoglienza per gli sfollati dal fronte di Cassino.

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