Marano Equo si trova su una collina nella Valle dell’Aniene in un’area ricca di acque sorgive e la sua storia è strettamente legata all’acqua. Il suo nome ricorda l’antica popolazione degli Equi poi sottomessa dai romani. Questa zona era uno dei luoghi in i romani si approvvigionavano di acqua e dal 400 AC è stato una colonia romana. E’ interessata da due importanti acquedotti: Acqua Marcia e Claudio.

L’Acqua Marcia risale al 144 AC ed è stato il terzo acquedotto di Roma. Prendeva acqua da una sorgente nel comune di Marano Equo e arrivava a Roma con un percorso di 90 km di cui 80 interrati e 11 su arcate monumentali. La sua costruzione era prevista già nel 179 AC ma ha subito ritardi a causa dell’opposizione di parte di Marco Licinio Crasso che non voleva l’acquedotto sui suoi terreni.

L’Acquedotto Claudio è stato invece l’ottavo acquedotto e uno dei più avanzati tecnologicamente. Prendeva le acque da due laghetti situati fra i comuni di Marano Equo e Arsoli e aveva un percorso di 68 km di cui 11 su archi e 5 su ponti. Lungo il cammino attraversava due volte l’acquedotto dell’Acqua Marcia e arrivava a Roma dove aveva un percorso parallelo all’acquedotto ‘Anio Novus’. A Porta Maggiore è ancora visibile un tratto delle Mura Aureliane dove si riconoscono i due canali dei precedenti acquedotti.

Dopo il periodo delle invasioni barbariche, intorno al X secolo, gli abitanti di Subiaco costruiscono un castello fortificato attorno al quale si forma il borgo attuale. Da allora la sua storia è legata al monastero di Subiaco.

Categorie: