Marta è il principale porto del Lago di Bolsena e l’area fu abitata fin dall’epoca preromana, come si deduce dal ritrovamento di tombe nelle località di Carnossa e Monte Leano, e secondo alcuni studiosi le sue origini risalgono al periodo fenicio, dal quale deriva il nome di Marath.

Nel VI secolo DC, nell’isola Martana venne imprigionata e venne uccisa la regina degli Ostrogoti Amalasunta per mano dei sicari del cugino Teodato, che intendeva usurparne il potere. Nel 1070 papa Gregorio VII vi trovò le ossa di Santa Cristina, martire di Bolsena.

La Rocca venne edificata da papa Urbano IV nella seconda metà del XIII secolo. Secondo la leggenda per la costruzione furono usate i resti dell’antica Bisenzio. Oggi è ridotta a pochi ruderi, tra cui la caratteristica Torre dell’Orologio.

La storia di Marta segue quella di altri centri della Tuscia dove alcune famiglie si alternano al potere: i Bisenzio, gli Orsini e i De Vico

Nel Cinquecento i Farnese la inserirono nel Ducato di Castro, che Paolo III aveva costituito per suo figlio Farnese, e vi rimase fino al 1649 quando Castro venne distrutta e finì il ducato.

Verso la fine del Settecento fu due brevi periodi fu data in enfiteusi ai marchesi Della Fargna e al principe polacco Stannislao Poniatowsky. Poi tornò alla Chiesa e seguì le sue sorti fino all’unità d’Italia.

 

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