Montelanico si adagia in una valle circondata da monti con boschi di castagno. Il suo nome ha una origine bizzarra: un pastore aveva tosato una pecora con talmente tanta lana da aver creato un ‘monte di lana’. Secondo altri il nome deriverebbe dalla famiglia romana dei Metelli.

Il paese si snoda lungo una via che porta a Carpineto e alla montagna del Semprevisa, la più alta dei Monti Lepini.

La prima notizia del borgo si ha in una bolla di papa Anastasio IV in cui viene citato un castrum di Montelanico come appartenente alla chiesa. Successivamente sarà posta sotto il controllo della diocesi di Segni ed infine ai Conti di Ceccano che la controlleranno fino al 1428.

In questo anno Montelanico passa per eredità ai Conti di Segni e per due secoli si avranno lotte per il possesso del feudo fino a quando nel 1640 arriva la famiglia Barberini. Pochi anni dopo la famiglia Pamphilj ed infine gli Aldobrandini di Carpineto.

Una curiosità: il primo sindaco dopo l’unità d’Italia si chiamava Don Francesco Raimondi ed era un prete che aveva avuto disavventure con lo Stato Pontificio.

Nella piazza principale si trova la Fontana delle Faune, realizzata in stile liberty da Morolo Ernesto Biondi. La fontana rappresenta tre putti in bronzo che attendono l’acqua versata dal quarto al centro.

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