Nemi è uno splendido borgo sul bordo di un antico vulcano che ha dato origine ad uno dei più suggestivi laghi del Lazio, oggi all’interno del Parco dei Castelli Romani.

L’area del lago di Nemi è stata abitata già prima di Roma ed era considerata sacra tanto che al tempo dei romani i suoi boschi erano posti sotto la protezione della dea Diana, dea dei boschi e della fertilità. Per questo lungo il lago sorgeva un grande tempio a lei dedicato.

Tra sacro e profano, l’area di Nemi ha ospitato ville romane imperiali particolarmente lussuose come quella dell’imperatore Caligola che si era fatto costruire una villa galleggiante sulle acque del lago. La villa era realizzata su due, o forse tre navi, che sono state poi recuperate nel secolo scorso e poste in riparo in un museo. Purtroppo un incendio ha distrutto il museo ed oggi sono visibili solo alcune riproduzioni in scala.

Le due barche erano dedicate a Diana e Iside e quindi sacre, ed il loro utilizzo era prettamente festaiolo. L’imperatore Caligola, allevato in Egitto e devoto alla dea Iside (personificazione della Luna proprio come Diana), era solito recarsi sul lago a compiere i suoi riti, organizzando festeggiamenti in onore delle divinità.

Caligola è famoso per aver nominato senatore il suo cavallo Incitatus in disprezzo del ruolo della politica. Questo fatto estremo è significativo delle lotte fra senato e impero che si sono concluse con la morte e la ‘damnatio memoriae’ di Caligola, ossia una condanna perenne al biasimo e all’oblìo da parte dell’arisocrazia romana. Questa ‘mortificazione’ consisteva nel distruggere tutto ciò che riportasse il nome dell’imperatore e per questo furono affondate le navi che lo avrebbero ricordato.

Dopo la caduta dell’impero romano, in epoca medievale la popolazione scelse di abitare sul chinale e intorno al lago si formò una florida comunità agricola, detta Massa Nemus, che produceva essenzialmente frutta e vino. Nell’IX secolo i signori del luogo erano i Conti Tuscolo che iniziarono la costruzione del loro castello, poi utilizzato per alcuni anni anche dai monaci cistercensi.

Dobbiamo ricordare che Nemi ha sempre fatto parte dello Stato Pontificio che assegnava il feudo ad alcune famiglie nobiliari come: Frangipane, Teblano Annibaldi, Colonna, d’Estouteville, Borgia, Cesarini, Piccolomini, Cenci, Braschi e infine gli Orsini. L’ultima famiglia a possederlo e a fare lavori di sistemazione è stata quella dei Ruspoli.

A partire dal Quattrocento furono eseguiti vari tentativi per il recupero delle imbarcazioni sommerse, ma è solo tra il 1929 e il 1932 venne messa in piedi la spedizione archeologica che fece emergere dalle acque le due navi.

Nemi è stato sempre famoso per la coltivazione delle fragoline di bosco che, unite alla piacevolezza di una gita al lago, lo hanno resto uno dei paesi più ritratti dagli artisti del Grand Tour dell’800 e meta delle famose ‘gite fuori porta’ dei Romani.

Oggi la sua economia è ancora legata ai prodotti agricoli e ad una gioia di vivere che attrae numerosi turisti.

 

 

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