Il comune di Posta Fibreno è adagiato su una collina alta 430 metri, a ridosso del Parco Nazionale d’Abruzzo, all’entrata della splendida vista della Val di Comino.
Il nome Posta probabilmente dipende dalla presenza di una stazione di cambio per cavalli del servizio postale, mentre il nome Fibreno è stato aggiunto solo nel 1877 per sottolineare il fatto che dal suo lago nasce il fiume Fibreno. Posta Fibreno è però un comune recente e fino al 1957 faceva parte del comune di Vicalvi.
L’area è stata popolata dall’antico e indomito popolo dei Sanniti prima che i Romani nel 293 ne conquistassero la valle, da lì in poi molti nobili vennero a vivere in Val Comino rapiti dalla sua bellezza.

Ricordiamo che Cicerone è nato nella vicina Arpino.
Dopo la caduta dell’impero romano, la popolazione si spostò dalle aree collinari in castelli che ancora oggi costituiscono il fascino della Valle di Comino.
Il primo documento che cita Posta Fibreno risale al 970, quando l’area apparteneva al Duca di Capua. Nel 1017 è stata donata all’Abbazia di Montecassino che poi la diede in feudo alla famiglia dei Conti d’Aquino che costruirono un castello con mura di protezione.
Posta Fibreno poi passò sotto il controllo della famiglia dei Duchi Cantelmo di Alvito. Nel 1595, dopo aver visto il passaggio di diverse famiglie nobili, fu acquistata dal cardinale Tolomeo Gallio che vi costruì la splendida “Villa Gallio” vicino le rive del Lago di Posta Fibreno.
Nel 1915 il paese fu distrutto dal terremoto della Marsica e il vecchio centro storico, gravemente danneggiato, fu dichiarato inabitabile.
Posta Fibreno è internazionalmente nota per il suo lago che è la sorgente del fiume Fibreno che con il suo mulino è uno dei soggetti preferiti da tutti gli appassionati di fotografia.

Il lago ha una forma stretta e allungata e le sue acque hanno una temperatura costante sui 10 °C che lo rende perfetto per i salmonidi. La famosa barca detta “naùe” del Fibreno, si può visitare nel vicino museo etnografico.
Una caratteristica unica è la presenza di un’isola galleggiante, chiamata “Rota”, formata da torba e radici, che si sposta sul lago con un leggero alito di vento. Gli alberi di questa isola galleggiante restano arbusti e non si sviluppano come quelli che hanno radici sulla terra.
Sui fondali del lago è stata posta una croce, che ogni anno ad agosto viene riportata in superficie durante la “Festa del crocifisso e del subacqueo”.
Ma se si vuole gustare qualcosa di originale si può partecipare alla sagra della ranocchia a luglio.

 

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