Il nome Ripi deriva dal latino ripa che significa riva e che forse si riferisce ad un lago ora scomparso. L’area è stata abitata sin dal paleolitico e i molti resti romani danno l’idea di un centro di una certa importanza.

La fondazione del paese risale al IX secolo, quando le popolazioni cercavano rifugio sulle alture sotto la protezione di un convento o di un castello. Nel XII secolo qui esisteva il Monastero di San Silvestro, di cui non si ha più traccia dal 1154.

Ripi si forma attorno ad un castello ed è stata incendiata diverse volte: dalle truppe di Onorio Il, nel 1129, dai normanni di Guglielmo I re di Sicilia nel 1165 e dall’esercito di Enrico VI nel 1189.

Il castello viene affidato ai Caetani che, dopo lo schiaffo di Anagni, passò per un periodo ai Colonna.

I Colonna riuscirono a conquistare Ripi nel 1523 che hanno tenuto fino alla scomparsa dei feudi nel 1816. Malgrado la forte presenza dei feudatari, la Chiesa di Veroli aveva ampi possedimenti e poteri che condizionavano realmente la vita del castello e degli abitanti.

Una curiosità: la “scala del tamburino” al Gianicolo in Roma è dedicata al “tamburino di Ripi”, un giovane caduto durante l’assedio della repubblica romana.

Durante la seconda guerra mondiale il paese subì pesanti bombardamenti alleati.

 

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