Lungo il territorio di Santopadre scorreva l’antica via Latina che collegava Arpino con Aquino e Cassino e per questo sono stati trovati resti di ville romani e testimonianza sacre e funerarie. I romani seppellivano i morti lungo le strade. Probabilmente, Santopadre inizia proprio come un luogo di sosta per pastori e viandanti.

Nel VII secolo vi arrivò Folco, uno dei santi inglesi legati al Lazio meridionale e taumaturghi nelle epidemie di peste.

In un documento del X secolo compare la dizione castrum Foroli  da cui si deduce che era già stato realizzato un castello con mura difensive del villaggio di Foruli (originario nome di Santopadre).

Dal 1201 appare il nome di Santopadre nei registri delle decime (Rationes Decimarum) del 1308 e del 1325 si fa esplicito riferimento al castrum di Santo Padre (o di San Pietro).

Il castello è stato prima soggetto a feudatari longobardi prima di passare sotto il controllo dello stato pontificio. Nel 1215 è stato governato per sei anni da Riccardo Conti, fratello di papa Innocenzo III.

Santopadre in seguito entrò con il Ducato di Sora nel dominio della famiglia Cantelmo, poi di Aldo de’ Conti, Signore di Valmontone. Nel 1472 passò alla famiglia Della Rovere grazie a papa Sisto IV della Rovere.

Nel 1494, nella lotta fra l’angioino Carlo VIII e Ferdinando II d’Aragona, il Marchese di Pescara Alfonso Davalos fu spogliato della Contea di Arpino a favore di Giovanni della Rovere, duca di Sora e di Arce, ma l’anno successivo, non appena Carlo VIII fu partito, si risollevarono i partigiani degli aragonesi.

Nel 1683 Santopadre e il ducato di Sora vennero acquistati dalla famiglia Boncompagni che lo tenne fino al 1796. Il nome si riferisce al Patrono San Folco, chiamato Santo Padre per i fatti miracolosi che gli sono stati attribuiti dopo la sua morte.

Dal 1796 entra nello Regno dei Borboni di Napoli fino all’unificazione italiana.

 

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