Veroli si trova su un rilievo dei monti Ernici e la Rocca di San Leucio, il suo punto più alto, è a quota 670 metri slm. Dalla sua posizione domina un ampio paesaggio fatto di piccole e suggestivi colli dove si incontrano la valle del Sacco, la valle del Cosa e la conca di Sora.

La sua fondazione inizia su un pianoro, circa mille anni prima di Cristo gli Ernici costruirono la loro città con una acropoli circondata da mura poligonali. La cinta muraria è quindi composta da grandi massi di forma irregolare che si incastrano perfettamente fra di loro senza bisogno di malta.

Con Anagni, Ferentino e Alatri ha fatto parte della Lega Ernica che si opponeva all’avanzata di Roma. Dopo la conquista, è sempre stata alleata di Roma che le ha dato il titolo di ‘municipium’.

Nella guerra sociale fra Mario e Silla, Veroli appoggiò lo sconfitto Mario che era nativo proprio di questi territori e per un periodo fu una colonia militare per i reduci dalla Germania.

Dopo la caduta dell’impero, Veroli divenne profondamente religiosa, secondo la tradizione fu cristianizzata da Santa Salome, madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni l’Evangelista, le cui reliquie si trovano nella chiesa a lei dedicata.

Nel medioevo San Benedetto è passato a Veroli nel 529 DC e nell’VIII secolo era già sede vescovile e “Patrimonium Sancti Petri” anche se nella competizione fra stato e impero per un periodo è stata anche uno dei capisaldi del Ducato Romano. Il Ducato di Roma era quello che restava dell’impero Bizantino dopo l’arrivo dei Longobardi in Italia e dal Ducato di Roma prende poi forma lo Stato Pontificio. Nella rocca di San Leucio è stato imprigionato Giovanni XIII nel 965 DC.

Nel 1035 venne fondata l’Abbazia di Casamari dove, intorno alla metà del XII secolo venne introdotto l’Ordine Cistercense, tra i più importanti in Europa.
A Veroli è nata anche l’istituzione dei comuni, da un documento del 1134 che raccoglie la prima testimonianza dei consoli nel Lazio meridionale. Il centro era così importante che Papa Alessandro III (1159-1181) è vissuto a Veroli nella rocca di San Leucio per tre anni. Nel tardo medioevo questa zona era una delle più importanti d’Europa e se nella vicina Anagni sono nati 4 papi, Veroli è stata uno dei centri di potere più forti per essere una cerniera fra il crescente Stato Pontificio e il Regno del Sud. Il vescovo di Veroli gestiva le proprietà come un piccolo feudatario.

Veroli diventa famosa per le attività artigianali come la lavorazione del rame, del ferro, della ceramica, dei tessuti.
Trecento e Quattrocento sono caratterizzati da un forte terremoto nel 1350 e dalla sconfitta di Veroli da parte del re di Napoli Ladislao di Durazzo. Per questo lo Stato Pontificio si impegno sempre di più nel proteggere la città. Papa Innocenzo VIII e Carlo VIII di Francia arrivarono per conquistare il Regno di Napoli. Infine nel XVI secolo arrivarono gli spagnoli con i Colonna che però non saccheggiarono la città grazie ad un prete spagnolo.

Inizia poi un periodo di pace. Il centro del mondo si sposta con la scoperta dell’America e le nuove rotte commerciali. Nel 1538 qui è stata fondata la prima scuola pubblica di lettere e retorica dai fratelli Franchi. Nel 1600 iniziò la costruzione del Seminario e nel 1773 venne fondata la Biblioteca Giovardiana, una delle più antiche biblioteche pubbliche d’Italia.
In questi secoli Veroli assume il carattere di cittadina con la costruzione di case e palazzi e un aumento della popolazione. Un ceto medio si affaccia e porta un benessere distribuito fino alla rivoluzione francese e alla nascita della Repubblica di Roma.

La popolazione si divise in due fazioni con la borghesia filo-repubblicana e la popolazione filo-papalina. È in questo periodo che iniziano i primi episodi di brigantaggio che poi avranno il loro culmine con l’unità d’Italia quando i briganti assumono connotazione politica di opposizione alle truppe del nord. Veroli è stata uno dei rifugi principali del brigante Luigi Alonzi detto Chiavone.

Durante la seconda guerra mondiale era il centro decisionale dell’esercito tedesco delle retrovie del fronte di Cassino, ma i bombardamenti che ha subito hanno riguardato solo qualche abitazione e non hanno compromesso il patrimonio architettonico e artistico.
Ci sono molte teorie sul nome di ‘Veroli’ che secondo alcuni discende da ‘Verolo’, un proprietario romano, mentre una leggenda dice che viene da Vir-ulis, ossia ‘primavera di Ulisse’ o ‘popolo di Ulisse’. Ma forse la teoria più comune dice che viene dal greco ‘erumai’ che vuol dire ‘difendere’ o ‘ proteggere’ che denotava luoghi adatti a sorvegliare e difendersi.

Il territorio di Veroli è molto ampio e comprende 10 frazioni ciascuna con una propria storia interessante.

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