In origine Vetralla era un ‘Pagus villanoviano’ , ossia un villaggio villanoviano che divenne poi un centro Etrusco, di cui restano tracce in alcune tombe che risalgono al VIII e VI secolo AC.  Nel IV secolo AC arrivarono i Romani che spostarono il centro abitato attorno ad una stazione di posta lungo la via Cassia, il Forum Cassii.

La vicinanza con una importante arteria di traffico favorì invasioni barbariche e i saccheggi quindi, nel VII secolo DC la popolazione si spostò nella attuale Vetralla dentro una cinta muraria di difesa.

Nel 728, con la donazione di Sutri, Vetralla entrò a far parte dei possedimenti della Chiesa che così poteva controllare l’ultimo tratto della via Francigena.

E’ stata distrutta dai viterbesi tra il 1110 e il 1134 e subito ricostruita. Nel 1145 ospitò papa Eugenio III che proprio da Vetralla bandì ufficialmente la seconda crociata.

Per anni la potente Viterbo ha cercato di impadronirsi di una vasta distesa boschiva donata a Vetralla da Innocenzo III nel 1206. Viterbo fu definitivamente sconfitta in una battaglia che viene ancora commemorata con la festa dello “Sposalizio dell’Albero”.

Dopo gli Orsini, nel 1345 il feudo fu dato ai Prefetti di Vico che costruirono il Castello. Qui Giacomo e i suoi tre figli vennero catturati e Giacomo fu poi decapitato a Soriano ma il suo sarcofago è ancora conservato nella chiesa di San Francesco.

Seguirono altri feudatari come le famiglie Anguillara e Farnese con cui, nel Seicento, ebbe un periodo di prosperità sotto il governo del cardinale Alessandro Farnese, nipote di papa Paolo III.

 

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