Ci avviciniamo alle grandi capitali e il cibo non solo diventa cultura ma è l’occasione di allargare il concetto di cultura. Come? Trasformando un tradizionale mercato comunale in un centro policulturale.

La vita dei mercati è cambiata negli ultimi anni sotto la pressione dei supermercati ma anche con lo stile di vita delle persone. Se i mercati vivono soprattutto la mattina quando la maggior parte delle persone lavora, era naturale un declino nel pubblico e un invecchiamento dei clienti.

Ma se questa struttura diventa un centro dove andare anche a gustare piatti realizzati con i prodotti, dove ascoltare musica o organizzare eventi e, soprattutto, se viene aperta anche in altri orari del pomeriggio o della sera, allora siamo sicuri che sarà un seme del cambiamento culturale. Può rappresentare un punto di partenza di un modo diverso di intendere la cultura come qualcosa che circonda tutta la nostra vita: cultura della tavola, della musica, della letteratura e anche dell’architettura. E per questo il mercato è stato rivalutato anche nella sua forma architettonica come un esempio di architettura razionalista dell’ingegnere Riccardo Morandi, uno dei protagonisti dello sviluppo di Colleferro come Città di Fondazione.

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