La chiusura del Longines Global Champions Tour è stata affidata all’Associazione del Carnevale Romano che promuove l’antica tradizione equestre italiana riproponendola in modo attuale.

Pochi riescono ad immaginare i fasti delle corti papaline nel corso dei secoli ed in particolare nel periodo barocco. È proprio in questi anni che sono nate le grandi feste con scenografie maestose. Bernini era un grandissimo architetto, ma era anche un organizzatore di manifestazioni e feste all’aperto.

A lui si deve in parte la tradizione dell’infiorata che poi rivive ancora in modo diverso ogni anno in ogni paese del Lazio (e non solo).

Il carnevale romano era una tradizione in cui si svolgevano anche competizioni e spettacoli equestri e questo spirito è quello che ha portato amanti del cavallo a riproporre una manifestazione che mette al centro l’arte equestre.

Certamente un tempo il rapporto con l’animale era molto più rude mentre tutti gli spettacoli di oggi sono scelti in modo tale da rispettare l’animale e premiare un rapporto di gioco/sfida fra cavalli e cavalieri.

Una suggestione che è diventata uno spettacolo indimenticabile nello scenario dello Stadio dei Marmi dove si sono esibiti sia caroselli di cavalli sia artisti.

Forse la parte più poetica sono stati proprio i numeri in cui cavalli e ballerini danzavano in sincronia usando giochi di colore con nastri e luci. Movimenti lenti al ritmo di musiche emozionali che rendevano la notte di Roma ancora più magica.

E’ vero che tutti gli spettatori amavano i cavalli ma pochi potevano immaginare di essere proiettati in una dimensione onirica in cui si poteva rivivere i fasti del barocco pur vivendo il presente.

Una Roma come pochi la immaginano e una Roma ancora più magica grazie al Carnevale Romano.


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