Accolti dall’Amministratore Delegato del parco di Valmontone, abbiamo partecipato ad un incontro con gli operatori del settore turistico che doveva illustrare il cambio di passo del parco.

Nuova proprietà, ma soprattutto nuovi investimenti e tonnellate di vernice. Questo è in estrema sintesi il nuovo corso.

Gli investitori sono un fondo di investimento che ha rilevato la proprietà dal tribunale, ha saldato i creditori e chiuso accordi con le banche con un piano industriale credibile. La exit strategy del fondo è in 5 anni per cui è realmente chiaro che sono interessati allo sviluppo del parco.

Ma lo sviluppo del parco coincide con lo sviluppo dell’area?

Erano anni che non entravo in un parco a tema e la sensazione che la vita dentro i parchi sia la stessa di quando li avevo lasciati, mentre fuori il mondo è cambiato tutto, mi ha creato una certa distonia.

È come se si fosse accentuata la distanza fra il mondo reale e quello del divertimento, mentre forse è soltanto la mia sensazione di operatore nel settore del turismo ‘minore’, quello legato alla cultura. La parola ‘cultura’ va però considerata nella sua accezione più ampia e non limitata al patrimonio storico e artistico. Dal cibo alla musica, dalla scienza alla fantascienza.  

La mia particolare sensazione è che il parco Rainbow Magic Land di Valmontone deve diventare un patrimonio per l’intera comunità dei paesi di tutta una vasta area limitrofa. Ma per far questo occorre gettare dei ponti che pensino anche al tipo di rapporto che si deve instaurare affinché ne usciamo tutti vincenti: il parco con più visitatori e il territorio stesso che si fa promotore emozionale del parco e diventa una meta turistica.

Un’altra considerazione su cui rifletterò ancora nei prossimi giorni (o mesi) è la fascia d’età del target che è stato scelto come il cliente ideale del parco.

A mio modesto avviso i dieci anni di crisi che ci separano dalla data di inaugurazione del parco di Valmontone hanno portato a talmente tanti cambiamenti socio-economici che accanto al target tradizionale se ne possono immaginare altri che possono compensare i periodi di scarsa affluenza.

Altre persone che però possono essere attratte dal parco fruendolo in modo diverso. Anche il divertimento è una forma di cultura, ma anche la cultura può essere divertimento.

Altri suggerimenti a breve, nel frattempo ‘Ad Maiora’ per i 10 anni di Valmontone Rainbow Magic Land.

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