Palestrina - Museo della Dea Fortuna - Collana in vetro e ceramica, Epoca Romana

Museo Archeologico Prenestino

All’interno di Palazzo Colonna Barberini, sulla sommità del tempio della Fortuna Primigenia, si trova i Museo Archeologico Prenestino che ospita numerosi reperti provenienti dalle necropoli della città.

Di particolare rilevanza è un grande mosaico raffigurante il paesaggio esotico del Nilo dell’80 aC (dimensioni 5,85 x 4,31 m) proveniente da un’aula del Foro Repubblicano. E’ uno dei pochi esempi di mosaico di epoca repubblicana.

Il museo ospita inoltre il gruppo scultoreo della triade capitolina, uno degli esemplari meglio conservati, che raffigura insieme Giove, Giunone e Minerva.


Il Calendario Romano del Museo Nazionale Archeologico di Palestrina

Nel mondo romano il conteggio dei giorni era legato alle fasi lunari. Ogni mese aveva tre giorni principali: le calende erano il primo giorno e coincidevano con la luna nuova, le none cadevano con il primo quarto di luna, nove giorni prima delle idi che coincidevano con la fase di luna piena.

Tutti gli altri giorni erano indicati con il “conteggio alla rovescia” rispetto ai giorni fissi. L’anno cominciava a marzo ed era comporto da 365 giorni. Il calendario durava 304 giorni e c’erano circa 61 giorni di inverno che non venivano assegnati ad alcun mese: in pratica, dopo dicembre, si smetteva di contare i giorni per riprendere nuovamente il conteggio al marzo successivo.

Per equilibrare i conteggi, con la riforma di Giulio Cesare venne istituito il calendario Giuliano, nel 46 a.C..  Quest’ultimo portò la durata dell’anno a 365 giorni e introdusse l’anno bisestile.

Introdusse inoltre la suddivisione interna del mese, legata ai giorni di mercato. Erano indicati inoltre i giorni nei quali si potevano svolgere attività pubbliche e quelli delle festività, in lettere maiuscole quelle più importanti e in lettere minuscole tutte le altre.

Il calendario esposto nella nuova sala del Museo Archeologico Nazionale di Palestrina è la copia del calendario dei Fasti Praenestini elaborato tra il 6 e il 10 d.C..

Del calendario, inciso su lastre di marmo che si trovavano all’interno del foro di Praeneste, rimango solo i frammenti di quattro mesi, conservati nel museo Nazionale Romano, sede di Palazzo Massimo.

 

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