Arpino si stende a forma di X su colline che dominano la valle del Liri e si dice che sia stata fondata da Saturno. Una leggenda molto sentita dice che il mitico Dio Saturno, il dio che ha insegnato l’agricoltura agli uomini, abbia fondato molte città del Lazio meridionale e che queste sono riconoscibili dalle acropoli e dalle gigantesche mura poligonali.

Queste mura sono realizzate con enormi massi che si incastrano perfettamente senza l’uso di leganti e son chiamate anche ‘ciclopiche’ o ‘pelasgiche’ dal nome di popolazioni leggendarie.

I primi popoli certi di cui si ha traccia ad Arpino sono i Volsci nel VII secolo AC, i Sanniti e i Romani dal III secolo AC. Con il dominio di Roma, Arpino è stata un importante centro grazie anche al suo contributo nella sconfitta di Annibale il cartaginese.

Il periodo d’oro si ebbe con Cicerone e con il consolato di Caio Mario, due illustri arpinati, mentre il declino inizia con l’impero Romano, quando l’espansione di Roma fa perdere interesse nei territori limitrofi.

Arpino è stata conquistata da quasi tutti i barbari che sono arrivati in Italia: nel 702 dai longobardi, nell’860 dai Franchi eppoi dagli Ungari e dai Saraceni nel X secolo DC. Le conquiste continuarono ed Arpino nel X fu governata dai Normanni fino al XIII secolo quando venne distrutta da Federico II di Svevia nel 1229. Nel 1252 Corrado IV distrusse anche tutti i resti romani e la popolazione fu costretta a rifugiarsi a Montenero.

Una prima ripresa si è avuta con gli Angiò del Regno di Napoli a partire dal 1265 e con la costruzione dei castelli e dei torrioni. Dopo essere stata un feudo delle famiglie Etendard e Cantelmo, Arpino è passata direttamente sotto il controllo del Re di Napoli per la sua posizione strategica ai confini settentrionali del regno. Il re Ladislao d’Angiò-Durazzo costruì il suo Castello di Ladislao e vi trascorreva molto tempo.

Nel XV secolo è stata governata dai feudatari Marchesi d’Avalos e donna Vittoria Colonna è stata molto amica di Michelangelo Buonarroti. Dal 1583, Arpino entrò nel Ducato di Sora, un feudo parzialmente autonomo del Regno di Napoli governato dai duchi Boncompagni.

Il Ducato è stato chiuso nel 1796 e Arpino entra nel Regno delle Due Sicilie fino al 1860. In questi anni il nome di Arpino diventa molto noto per le sue industrie e in particolare per la lavorazione della lana.

Con l’Unità d’Italia fa parte della provincia chiamata ‘Terra di Lavoro’ eppoi in Ciociaria e Arpino subisce la prima grande emigrazione verso il nord Europa e l’America.

Arpino è la città di Cicerone e di Caio Mario. La sintesi della storia è incisa su una lastra posta sulla porta medievale di ingresso, Porta Napoli. La traduzione italiana recita:

“o viandante, stai entrando in Arpino, fondata da Saturno, città dei volsci, municipio dei romani, patria di Marco Tullio Cicerone principe dell’eloquenza e di Caio Mario sette volte console. l’aquila trionfale, preso il volo da qui all’impero, sottomise a Roma tutto il mondo. riconosci il suo prestigio, e vivi in salute”.

 

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