Fin dal paleolitico superiore la zona fu scelta, per le sue favorevoli condizioni, da popolazioni autoctone, ma solo con i Falisci raggiunse il periodo più fiorente.

Il territorio di Fabrica è disseminato di piccoli insediamenti Falischi come le grotte scavate nel peperino con delle nicchie, sicuramente un colombario, all’interno dell’attuale centro storico.

Nel III secolo AC i Romani sconfissero gli Etruschi e distrussero Falerii Veteres costringendo i superstiti a trasferirsi dentro la cinta di Falerii Novi, una importante città che si trova in questa area.

Ancora oggi si vedono le possenti mura perimetrali, lunghe oltre due chilometri, e le 50 torri d’avvistamento che proteggevano l’abitato.

Nell’alto Medioevo Fabrica fece parte del ducato romano e ha subito le invasioni di Longobardi e Saraceni.

Nelle Cronache dell’Abbazia di Farfa si riporta che nel 1093 DC il “Fundo Fabricae” fu donato da Ildebrando di Odelerio all’Abbazia.

Nel 1177 nella Bolla papale di Alessandro III, Fabrica venne citata tra le proprietà dell’Abbazia di Sant’Elia sub Pentoma (Castel Sant’Elia) e nel 1217 fu donata all’Ospedale di San Tommaso in Formis. Nel Quattrocento passò all’Ospedale di Santo Spirito in Sassia. Queste donazioni fanno capire che Fabrica è appartenuta quasi sempre allo Stato Pontificio che la assegnava a diversi feudatari.

Con il pontificato di papa Sisto IV, Francesco Della Rovere, fu assegnata in enfiteusi a Lucrezia Della Rovere, vedova Colonna. La famiglia Della Rovere costruì un proprio palazzo, in cui dimorò anche papa Giulio II Della Rovere. La proprietà di Lucrezia durò solo due anni e il castello fu restituito all’Ospedale di S. Spirito.

Nel 1539, per decisione del papa Paolo III Farnese, Fabrica passò alla famiglia Farnese che ne rimase proprietaria fino al 1649, anno di dissoluzione del Ducato di Castro. Fabrica tornò sotto la Santa Sede e solo nel 1756 Fabrica fu venduta a Stefano e Leopoldo Cencelli che la restaurarono e la abbellirono.

 

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