Fiano Romano è un Comune del Lazio sulla via Tiberina a nord di Roma, a 107 metri sul mare.
Il territorio comunale, che comprende oltre alla zona collinare una vasta e fertile pianura sulla sponda destra del Tevere. In epoca imperiale è stato un importante porto fluviale.

All’epoca buia delle invasioni barbariche, nelle campagne la chiesa rappresentava l’unica autorità, che sarà poi consolidata nel sec. V con la fondazione dei conventi Benedettini.
Fiano (Fundus Fianus o Flavianus o Flaganus) era compreso nella Provincia denominata “La Teverina” sotto la diocesi di Porto, controllata dai Monaci Benedettini di S. Paolo; Nel 1081, una bolla di Papa Gregorio VII riconosce il “Castellum” Flaianum di proprietà del monastero di S. Paolo. Nel 1139, l’abate di S. Paolo rivolge a Papa Innocenzo III la protesta per l’usurpazione del Castello operata dagli eredi di Tebaldo da Cencio.
In seguito, Papa Alessandro III e gli imperatori Federico I ed Enrico IV confermeranno con atti ufficiali i diritti dei benedettini di S. Paolo su Fiano.
Più tardi (1300), gli Orsini acquistarono circa la metà di Fiano; I discendenti di Paolo Orsini vendettero, poi, Fiano con Morlupo e Monte la Guardia, per 10.000 fiorini ai Colonna, i quali non rimasero a lungo a Fiano, in quanto nel 1443 Fiano e Scorano vengono divisi tra il Monastero di S. Paolo e Orso Orsini.

A Fiano Romano è stata ricostruita l’abbazia del film Il nome della rosa, tratto dall’omonimo romanzo del semiologo italiano Umberto Eco.

Fiano Romano è la città di Rocca Secca nel film del 1963 Gli onorevoli dove Totò fa il suo discorso alla popolazione.

 

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