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Guida di Guarcino

Guarcino emerge fra le foreste su un costone dei Monti Ernici a 625 metri slm, in un territorio caratterizzato da numerose sorgenti tra cui, Capo Cosa a quota 1.185 m e Caporelle a 934 m. Da qui nasce il fiume Cosa, un piccolo affluente del fiume Sacco.

È un’area antica e i primi insediamenti risalgono al periodo degli Ernici nell’VIII secolo AC e qui si trovava l’antica città di Varcenum. Durante il periodo romano Guarcino conserva la sua posizione strategica a guardia di due importanti valli ricche di acque, la valle dell’Aniene e la valle del Cosa/Sacco.

Le sorgenti erano note sin dal periodo romano nel 400 AC ed erano dedicate a Venere. Betilieno Varo, un magistrato romano vissuto intorno al II secolo AC, proprio su questo territorio fece realizzare un importantissimo acquedotto che portava l’acqua nei centri vicini.

Il borgo attuale si forma durante il medioevo quando le invasioni barbariche costrinsero la popolazione a cercare rifugio su castelli costruiti sopra rilievi. La città si fortificò costruendo torri di avvistamento, case bastione e Torri tonde a protezione del ‘castrum’, il castello che si riconoscono nelle sagome degli edifici antiche.

Uno episodio famoso legato alla lunga lotta tra Papato e Impero, è avvenuto proprio sotto le mura di Guarcino nel 1186, tra un soldato dell’esercito di Enrico VI di Hohenstaufen (figlio di Federico Barbarossa) che aveva assediato Guarcino e un cavaliere locale di nome Malpensa.

Tra i due si svolse un duello per salvare il paese dalla distruzione e dal saccheggio: Malpensa risultò il vincitore. Questa circostanza è ancora ricordata in una statua nella piazza principale e in una rievocazione storica che si svolge ogni estate ad agosto.

Il centro si arricchì con elementi architettonici e decorativi che possono essere scoperti passeggiando lungo le vie del borgo antico.

Guarcino ebbe una notevole importanza per i legami politici con Roma durante i pontificati di Innocenzo III e Bonifacio VIII, quello del famoso ‘Schiaffo di Anagni’. Qui è nata la madre di papa Bonifacio VIII, la nobil donna Emilia Conti.

Grazie alla bolla Magna Mater di papa Bonifacio VIII, Guarcino divenne un Libero Comune retto da due Consoli che non sarebbe mai stato dato in feudo. Guarcino infatti non ha avuto signori e questa particolarità lo ha reso ricco e prospero: il paese è caratterizzato da molti palazzi signorili Trecenteschi e da poche chiese.

L’isolamento e la bellezza selvaggia di questi luoghi hanno attratto eremiti come San Benedetto da Norcia, che qui ha fondato 4 monasteri, e Sant’Agnello Abate da Napoli, che è diventato il Patrono di Guarcino. Sant’Agnello aveva vissuto in una grotta oggi diventata un eremo, mentre San Benedetto è ricordato con una cripta vicino la Porta a lui dedicata.

Possiamo riassumere la storia di Guarcino in tre le età dell’oro: nel Tardo Medioevo (1000-1300) per la vicinanza e i legami di parentela con i Papi dell’epoca, nella fine 1700 durante prima rivoluzione industriale con lo sviluppo delle Cartiere, grazie alla forza motrice dovuta all’abbondanza di acque.

Infine il terzo periodo florido nel 900, nell’immediato dopoguerra, con il turismo e la stazione sciistica di Campocatino, la prima nel centro sud Italia, e la produzione di prosciutti, amaretti e l’imbottigliamento delle acque.