La sua posizione privilegiata vicino a due fiumi, al lago e alle pendici del monte Cimino favorì gli insediamenti sin dal periodo etrusco quando era un centro commerciale.

I Romani vi realizzarono un Castrum tra la Via Cassia Cimina e la Via Cassia Clodia.

I primi testi che la menzionano sono del 1243 ma secondo lo storico Cipriano Manente, del XVI secolo, la sua fondazione risale al 1045 dai prefetti di Vico. E’ passata poi agli Anguillare e, dopo essere tornata sotto la chiesa, nel 1526 viene nominata seconda capitale del ducato di Castro, che papa Paolo III aveva costituito per suo figlio Pier Luigi Farnese.

I Farnese fecero numerose migliorie non solo architettoniche e bonificarono buona parte delle terre vicino al lago di Vico grazie alle ‘colmate’. Grazie alle acque del Rio Bravo, un condotto artificiale che realizzarono, permisero l’installazione di cartiere, ferriere, mulini e tipografie. Una tipografia è stata tra le prime stamperie in Italia delle carte da gioco.

Con il declino dei Farnese e la distruzione di Castro del 1649 voluta da papa Innocenzo X, Ronciglione ritornò alla Santa Sede anche se, grazie alle industrie mantenne la sua vitalità economica e culturale. Nel 1728 papa Benedetto XIII la elesse al rango di Città.

Secondo una leggenda il nome Ronciglione potrebbe venire da un nobile di origine francese, un certo Rossillion, nel cui stemma erano rappresentati due leoni. Gli stessi leoni li ritroviamo nello stendardo del paese accanto al giglio farnesiano.

Il centro abitato presenta una duplice caratteristica: i due borghi medievale antichi (di Sopra e di Sotto) con il campanile della Provvidenza e la città farnesiana. Questa fu voluta da Paolo III nella prima metà del Cinquecento quando nominò Ronciglione come la seconda capitale del ducato di Castro. La città rinascimentale è più ariosa e percorsa da una lunga via su si trova la monumentale Porta Romana del Vignola.

 

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