Guida di Settefrati

Il paese si trova nella splendida Val Comino, nella natura incantata del versante laziale del Parco Nazionale di Abruzzo,Lazio e Molise.

Il suo nome deriva dai Sette Fratelli Santi figli di Santa Felicita, martirizzati con la madre nel corso delle persecuzioni dei cristiani durante l’impero romano. I sette fratelli sono i protettori del paese che prese questo nome nel V secolo DC.

Non si conosce molto della storia antica, per certo nella vicina area della Valle di Canneto vi era un antico tempio pre-romano dedicato alla dea Mefite come riportato dalle leggende e da una colonna scolpita. La colonna era un dono alla dea da parte di due liberti romani (schiavi liberati), Satirio e Pomponio.

Il borgo si è formato nell’alto Medioevo quando le incursioni dei Saraceni spinsero la popolazione ad abbandonare le abitazioni nella valle e a rifugiarsi in castrum, castelli fortificati sulla sommità di colli e alture.

Il castello di Settefrati è riportato per la prima volta in un documento del 991 nell’abbazia. Il castello era fra i possedimenti dell’Abbazia di Montecassino e seguì le sorti della vicina Alvito.

Tra le numerose famiglie che la governarono nel corso dei secoli figurano i D’aquino (di origini longobarde), i Cantelmo e i Navarro. Dal 1595 fa parte dei possedimenti della famiglia Gallio e quindi del ducato della vicina Alvito che comprendeva molti paesi della Val di Comino. L’immagine di Settefrati si ritrova negli stucchi di Villa Gallio che riportano tutti i possedimenti della famiglia.

Nel 1807 entra a far parte del Regno Borbonico.

Dopo l’unità d’Italia venne percorsa dal fenomeno del brigantaggio ed è stata il rifugio del brigante Centrillo.

Il patrimonio storico-architettonico è stato pesantemente danneggiato dai terremoti del 1915 e del 1984 e dai bombardamenti nel corso del secondo conflitto mondiale. Settefrati si trovava vicino la linea Gustav di resistenza dei tedeschi e dopo la guerra molta parte della popolazione emigrò in cerca di fortuna.

Settefrati è nota per una delle più grandi feste religiose del centro Italia che ogni anno ad agosto coinvolge circa 60.000 persone al santuario della Madonna di Canneto. La storia della festa si perde nel tempo ma il sentimento è così forte che un gruppo di emigranti in Canada ha ricostruito una copia del santuario a Windsor con il ‘Ciociaro Club’.

Una caratteristica della Festa della Madonna di Canneto a Settefrati è il rituale della Camparanza, che attraverso l’unione dei mignoli unisce due amici in una forma unica di fratellanza: è una vera esperienza.

Settefrati ha anche una tradizione letteraria e ha dato i natali a frate Alberico un monaco e un mistico che ha vissuto nel XII secolo e nel 1127. Durante una malattia da bambino ha avuto una visione dell’inferno, del purgatorio e del paradiso che sono poi state trascritte su pergamena dai monaci di Cassino. Secondo alcuni studiosi i suoi scritti fornirono a Dante Alighieri lo spunto per la Divina Commedia.