Durante il periodo Etrusco Soriano era già una fiorente città e il suo nome deriva dall’etrusco: “surus”, bosco, e “ianus”, luogo, e cioè “luogo boscoso”.

Nel 310 AC i Romani lo svilupparono costruendo vie di comunicazione per attraversare la Selva Cimina. E proprio grazie a queste strade arrivarono subito i Goti, i Longobardi e i Saraceni prima di essere governato dai monaci e dallo Stato Pontificio. Infatti sin dal III secolo DC, l’area fu interessata dalla evangelizzazione cristiana ed era nei possedimenti delle abbazie benedettine romane di San Silvestro in Capite e di San Lorenzo Fuori le Mura.

Nel XIII secolo il feudo venne concesso dai monaci benedettini ai Guastapane e poi ai Pandolfi. Ha avuto un periodo di splendore quando la chiesa lo concesse agli Orsini e sembra che Nicolò III Orsini morì proprio qui, nel 1280.

Niccolò III fece costruire il castello, oggi simbolo della città, nel XIII intorno ad un antico castello dei Guastapane – Pandolfi, cacciati perché accusati di eresia.

Dopo il difficile periodo con l’antipapa, il feudo tornò sotto il controllo della Camera Apostolica e fu poi proprietà dei Di Vico, dei Colonna e degli Sforza che furono sempre in competizione con il papa. Infatti, nel 1435 papa Eugenio IV affidò il feudo al cardinale Giovanni Vitelleschi che fece decapitare sul sagrato del duomo il signore Giacomo Di Vico. Nel 1440 Soriano tornò tra i possedimenti della Santa Sede.

Nel 1489 respinse le truppe della vicina Vignanello che intendeva impadronirsi del feudo e che avevano assassinato il castellano di Soriano. Per questa sua fedeltà alla chiesa venne premiata da papa Innocenzo VIII con l’assegnazione dei proventi destinati alla Camera Apostolica e con l’autorizzazione ad aggiungere nello stemma comunale la parola ‘Fidelitas’.

Innocenzo VIII affidò il feudo ai Borgia ai quali seguirono i Della Rovere, i Caraffa e i Madruzzo.

Durante la famiglia Albani divenne principato ed ebbe un altro periodo di splendore.

 

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