Un borgo su una altura ai piedi delle montagne della Tolfa che guarda la maremma e il mare, dal suo colle si sente il profumo del mare e della terra.

L’area è stata abitata sin dall’età del rame (III-I millennio aC) grazie alla varietà di minerali metallici ed era fiorente con gli etruschi, di cui si trovano tracce nelle necropoli con tombe a camera. Non si hanno molte notizie del periodo romano ma dopo la caduta dell’impero questa area è stata governata per un certo periodo dai longobardi e si dice che il nome Tolfa potrebbe derivare da quello di un principe longobardo Agilulfo o Ataulfo.

Il primo documento medioevale che fa riferimento al borgo di Tolfa risale al 1201 ed è contenuto nella raccolta ‘Margarita Cornetana’, un codice di documenti fra il 1201 e il 1595 conservato nell’archivio storico di Tarquinia.

All’inizio del XIII secolo, Tolfa divenne di proprietà della Santa Sede grazie a papa Innocenzo II eletto ed appoggiato dalla famiglia dei Frangipane in lotta con la famiglia dei Pierleoni. Infatti alla morte di papa Onorio II vennero eletti due papi, Innocenzo II grazie ai Frangipane e Anacleto II grazie ai Pierleoni e per qualche anno Roma e l’Europa sono state attraversate da una forte lotta per il controllo della Santa Sede.

Innocenzo II si rifugiò in Francia ed è grazie a San Bernardo che fu riconosciuto come il legittimo papa e dopo molte guerre fu l’unico papa. Con la sua fortuna crebbe la fortuna dei Frangipane che poi governarono Tolfa per un certo periodo.

Tolfa deve la sua fortuna ai giacimenti di alunite, usata nelle lavorazioni della carta e della pelle e scoperti intorno al 1460 dal cardinale Giovanni di Castro che aveva come padrino papa Pio II Piccolomini.

L’industria dell’allume, che prima della caduta di Costantinopoli arrivava da Gerusalemme attraverso la Turchia, determinò un improvviso sviluppo della Tolfa, che divenne comune autonomo e si allargò rapidamente oltre la cerchia muraria dando origine al paese di Allumiere.

A questo punto i Frangipane entrarono in conflitto con il papato e le miniere divennero di proprietà diretta del papa tramite la Camera Apostolica. Infatti nel 1463 Giovanni di Castro ottenne una concessione di sfruttamento delle miniere per 25 anni e, scaduti i termini della concessione, subentrò la famiglia Chigi.

Il vero sviluppo di Tolfa si ha con l’arrivo di Agostino Chigi, nobile da Siena, e il successo fu così grande che papa Leone X stabilì che il ricavato servisse a finanziare la guerra contro i turchi (come documentato nel «Appaltum Alluminum Sanctae Crociatae»).

Nel 1530 Tolfa divenne un comune autonomo e iniziò il suo grande sviluppo di città industriale fino a che nel 1799 fu saccheggiata dalle truppe francesi.

Oggi Tolfa deve la sua fama soprattutto all’artigianato, al turismo e alle produzioni agroalimentari che la rendono uno dei luoghi prescelti da chi ama un soggiorno in campagna. Soprattutto dagli appassionati di turismo equestre.

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