Ci sono 4 gradi per arrivare ad essere santi (servo di Dio, venerabile, beato e santo) e quasi cento religiosi che sono passati per il Ritiro e Convento Francescano di Bellegra sono su questa lista. Ma come è possibile?

Per capirlo per prima cosa conviene andare a Bellegra in auto o a piedi lungo una deviazione del Cammino di San Benedetto. Subiaco si vede al di la della Valle dell’Aniene e si riconosce la rocca e il monastero di Santa Scolastica. Bellegra era una delle tappe nel cammino verso Roma.

Il convento, o ritiro, è immerso in un cono di silenzio. Non siamo abituati all’assenza di rumori e forse questa è la prima forte sensazione che si prova. Si sentono i suoni del bosco e degli animali e null’altro. Non ci sono strade, radio, schiamazzi cittadini. Null’altro che pace.

Il convento è stato fondato da San Francesco durante il suo andare e venire da Roma per far approvare la Regola del suo ordine. Innocenzo III aveva dato un suo consenso verbale, ma papa Onorio III e la sua curia cambiavano articoli, perdevano documenti e cercavano di ritardare la nascita dei francescani.

Ed è grazie a papa Gregorio IX che era passato per Bellegra, e aveva conosciuto San Francesco, che la Regola venne approvata ed insieme ad essa l’autorizzazione ‘ad essere poveri’.

Una chiesa povera faceva paura a chi ancora era immerso nel compito di avere sia il potere temporale e quello spirituale su questa terra.

Il ritiro di Bellegra conserva questa semplicità e la poesia di una vita semplice che si può appena percepire visitando il museo con le piccole celle dei frati. Si vedono antiche vesti, gli strumenti con cui si flagellavano e i pochi mobili che utilizzavano.

Due Santi hanno contribuito a creare questo ‘miracolo’ di pace: San Francesco e San Tommaso da Cori nel Settecento.

Partiamo dal primo: il convento di Bellegra era una tappa del cammino e san Francesco vi sostò donando anche al convento lo spirito che avrebbero dovuto seguire i frati nei secoli successivi.

Si racconta che nella zona vi fossero molte scorribande di briganti e che i boschi fossero pericolosi. I briganti avevano anche fame e spesso andavano al convento a chiedere da mangiare. La popolazione era nel dubbio se aiutare i briganti prima della loro conversione o aspettare il loro pentimento.

San Francesco non ebbe dubbi e chiese ai suoi monaci di andare nel bosco a cercare i banditi per offrire loro a mangiare pane e formaggio. Le volte successive chiese di portare pane, formaggio e di aggiungere il vino.

La conclusione fu che i briganti cessarono le loro scorribande e tre di essi entrarono nel convento e oggi sono santificati. La conversione dei tre ladroni è la storia che ha avvolto il convento e creato l’alone di santità attorno ad esso.

Forse per questo nel 1700 San Tommaso da Cori decise di stabilirsi proprio qui dove resterà per tutto il resto della vita. Qui viene scritta la nuova Regola dei Frati Minori: 12 punti incentrati sulla meditazione e sulla povertà che poi sono stati adottati da tutti i Francescani.

Ad esempio viene fatto divieto assoluto di possedere denaro anche per usarli a fini giusti. I frati possono solo avere fiducia nella provvidenza e nella preghiera che muove la provvidenza stessa.

San Tommaso era un vero maestro spirituale e ha plasmato questo luogo sullo spirito francescano, che si era affievolito nei secoli, e ha fatto del silenzio e della ricerca interiore le basi della vita quotidiana dei frati di Bellegra.

Non a caso, dopo di lui sono avvenute le incredibili manifestazione di santità in molti frati tanto da essere giunti quasi al numero di 100 persone che sono sui vari gradi verso la santità.

Il convinto ospita una scuola di meditazione per religiosi e pellegrini che vogliono sostare una notte nel loro cammino, che è sempre anche un cammino interiore. Una esperienza a San Francesco di Bellegra è qualcosa che segna la vita e, forse, può essere l’inizio per molti altri verso la santità.

Non dimenticate di sostare una notte in questo convento durante il cammino verso Subiaco.

Vi cambierà la vita!


Claudia Bettiol

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Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses