Ogni anno c’è un giorno ogni che riconosco dal mio balcone quando vedo grandi fuochi d’artificio sopra Segni: è il 18 luglio ed è la festa di San Bruno, il santo patrono, morto proprio a Segni in questo giorno del 1123.

Non solo messa solenne cantata in cattedrale e processione lungo le vie del borgo. La festa è la più bella di Segni è caratterizzata dal “Palio di San Bruno”, una gara di cavalli basata sulla velocità e sulla destrezza e si conclude con lo spettacolo pirotecnico.

Nel frattempo le cucine e i locali di Segni offrono il meglio della cucina Lepina e la domenica vicino la festa sono previste visite alla Porta Saracena e al Ninfeo e camminate fino al Campo di Segni sui Monti Lepini. 

Ma chi è San Bruno da meritare così tanti festeggiamenti?

Bruno o Brunone era nato a Solero, in Piemonte vicino Alessandria nel 1045 ed è stato Abate di Montecassino e Vescovo di Segni. Una doppia carriera che è concessa a pochi. Infatti una prevede l’investitura sacerdotale e una quella monacale.

Ma Bruno è stato un prodigio sin da bambino. Durante i suoi studi alla Scuola di Grammatica e Retorica di Bologna, si distinse immediatamente per le sue doti oratorie e diventò ‘dottore’. Grazie alla capacità di comunicare e argomentare in dibattiti in breve arrivò a Roma ed in particolare al cospetto di Papa Gregorio VII. 

È stato proprio il papa a sceglierlo per contrastare le tesi di alcune oppositori che non riconoscevano la presenza di Cristo nell’Eucarestia. Le dispute con l’eretico Berengario durante il Concilio Lateranense del 1079 sono passate alla storia.

Grazie al lavoro fatto durante il Concilio, Bruno è stato nominato dal papa vescovo di Segni che a quel tempo non era certo una sede facile. Infatti il conte di Segni appoggiava l’imperatore Enrico IV, in contrasto con il papa, e arrivò ad imprigionare Brunone che però fece alcuni miracoli proprio mentre era in carcere. 

San Bruno trasformò l’acqua in vino per tre volte e per questo venne liberato dal conte.

San Bruno si era fatto notare dal papa anche nella lotta alla ‘simonia’, ossia alla compra-vendita di un qualcosa che si riferisce alla sfera spirituale, ed è stato presente anche ad altri concili. Come il Concilio di Piacenza e di Clermont dove è stata decisa la I Crociata in Terra Santa.

A Roma fu nuovamente imprigionato, questa volta direttamente con Papa Gregorio VII nella mole Adriana.

Dopo la prigione, San Bruno decise di ritirarsi in un convento e scelse la non lontana Abbazia di Montecassino dove i monaci che seguivano la Regola di San Benedetto ‘Ora et Labora’ (prega e lavora).

Nel 1104 papa Pasquale II lo nominò come responsabile del Concilio di Poitiers in Francia. Ancora una volta grande successo e al suo ritorno a Montecassino venne eletto abate nel 1107.

Ma poi San Bruno prese le parti dell’antipapa Silvestro IV, che appoggiava l’imperatore Enrico V. Così quando nel 1111 il papa e l’imperatore trovarono un accordo su come spartirsi il potere temporale e la nomina dei vescovi, San Bruno fu costretto a dimettersi da abate. Tornò allora a Segni dove morì.

San Bruno è stato un grande scrittore e dopo la sua morte tutti i cittadini di Segni iniziarono a venerarlo al punto che papa Lucio III lo dichiarò Santo nel 1181. Il suo cranio è custodito. nella bellissima cattedrale di Segni a lui dedicata.

Segni e San Bruno sono oggi una sola cosa e il santo costituisce un elemento identitario per lo splendido paese dei Monti Lepini.


Claudia Bettiol

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Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses