Plaka, la lastra di roccia distesa ai piedi dell’Acropoli che contiene la maggior parte delle gioie umane e mitologiche di Atene.

Passeggiando verso i ristoranti di Plaka da Piazza Monastiraki, sfuggendo al precoce inizio del bongo serale dei tamburi, cresce la sensazione di essere in un mercato amichevole anche mentre passiamo negozi pieni di vestiti filippini, Zeus e famiglia in finto marmo, T-shirts intellettualmente stimolanti e le icone “prefabbricati” – non è peggio di qualsiasi altro ‘classico’ mercato e ha il vantaggio di offrire un’ombra occasionale dal Partenone.

I venditori sembrano godere della scelta della loro ‘professione’ quindi non tutto è mercato per il turista incauto – forse ai venditori piacciono perfino i turisti? Nel mezzo della nostra passeggiata fra queste strette strade di Plaka, ad un incrocio, siamo immediatamente risvegliati dai nostri meandri privati e catturati da due statue di pesce spada in una vetrina sull’angolo opposto.

Agganciati all’amo, ci avventuriamo dentro, e siamo investiti da una serie di grandi e piccole sculture quasi tutti che combinano il bronzo con il cristallo – pesci, polpi, Icaro, uccelli. Non appena la saturazione visiva e il nostro iniziale entusiasmo si saziano, uno di noi si concentra su un signore seduto in modo poco appariscente ad una scrivania verso la parte posteriore di questo studio ‘The Athens Gallery’, in un modo simile a un mercante di vecchie monete.

Poche parole sono scambiato e circumnavighiamo di nuovo, questa volta catturati da una interpretazione musicale di Shostakovich in bronzo, un pianoforte che celebra “Great Balls of Fire” con due mani di lucido bronzo scollegate da ogni realtà. Potremmo dirvi di più, anche sul violoncello, ma questo potrebbe distogliere dalla gioia di una personale esplorazione di questa splendida galleria di sculture.

Al terzo giro della galleria, notiamo sempre più che le migliori sculture e opere musicali hanno una piccola iscrizione, ‘Apostol’ e Claudia, con un debole sorriso si avvicina al ‘numismatico’ e chiede conferma: ‘Sei Apostol?’. Lui sorride e tranquillamente ammette.

La storia di Apostol è quella di un ragazzo che amava l’arte e i cui disegni hanno riempito la lavagna della sua classe durante il periodo delle celebrazione del Natale. E’ quella di un giovane che, entusiasta dal mondo, fuggì il suo dovere verso gli dei greci, ma ancora una volta ha trovato il suo destino nell’arte per fulfil la sua vita.

E’ la storia di un uomo che ha iniziato piccolo, artista e artigiano, un uomo il cui cuore è entrato nelle sue sculture, e un uomo che ha imparato le grandi sfide della fusione in bronzo, sia cera persa o sabbia, per versare il suo cuore nuovamente nel bronzo fuso e creare opere gioiose.

Apostol è elettrizzato da Icaro, riconoscendo che, in Icaro, all’uomo è stato dato l’avviso che abbiamo e dobbiamo riconoscere i nostri limiti – che la grandezza può venire solo per gli dei e per i pochi fortunati che sfuggono alle leggi della vita. La sua galleria, sul pianerottolo che conduce al piano superiore, ospita un bronzo statuario, una statua dello stampo di Michelangelo, ma ci sono diversi altri ‘ritratti in metallo’ di questo grande sognatore della mitologia.

Per Apostol, la sfida era quella di accettare che per sfuggire alle leggi della vita, uno deve diventare un ricordo. Cerca la fama attraverso il suo lavoro, che può essere ben meritata, ma in cuor suo si appassiona ancora alla ‘emozione’ dell’umiltà, dove osserva il mondo ammirare la sua arte.

Questo è solo l’inizio della storia di un seguace degli dei greci, andatelo a trovare una sera a Plaka e diventare parte di essa.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine