Questa è la storia di un grande imperatore, Giustiniano, e di alcune sue creazioni che ancora esistono a Istanbul, e di come ha portato la seta a Occidente, un esempio del suo spirito imprenditoriale.

L’Impero Romano d’Oriente di Costantinopoli è vissuto più a lungo rispetto all’originale Impero romano della città eterna di Roma. Costantinopoli era, come lo è con il suo nuovo nome musulmano, Istanbul, il luogo di incontro tra Oriente e Occidente e un luogo di grande architettura. La maggior parte delle persone che oggi visitano Istanbul vengono per la ‘Moschea Blu’, la grande moschea di Sultanahmet, o il Grand Bazaar.

Ma per chi guarda un po’ più a fondo, le altre meraviglie di Costantinopoli brillano altrettanto forte. Che sia la cisterna sotterranea di acqua, le grandi distese di mosaici del Gran Palazzo appena sotto dove la Moschea Blu si erge in gloria, o la più grande Basilica di Santa Sofia, tutti costruiti per ordine di Giustiniano, la grande dimensione di queste opere e la portata delle creazioni di Giustiniano su questa famosa collina sono incredibili.

Cominciamo da sottoterra, e visitiamo la grande cisterna, un palazzo d’acqua dolce portata con un acquedotto dai boschi a circa 20 chilometri di distanza. La cisterna ‘palazzo’ consiste per lo più in colonne doriche e corinzie scolpite che sorreggono il mondo per una superficie di circa 9000 metri quadrati.

Queste influenze greche sembrano essere riflesse in tutte le creazioni di Giustiniano a Costantinopoli, così notiamo che Santa Sofia è stata progettata da uno scienziato e matematico greco. La cisterna ha alcune idiosincrasie ‘eccentriche’. Le più famose sono le due Meduse in pietra appropriatamente poste nell’angolo più lontano. La storia di Medusa e Perseo sembra aver avuto una grande influenza sulla creatività greca e la strana collocazione di queste teste è altrettanto insolita come la ragione per cui Perseo avrebbe eliminato la testa di Medusa e così facendo gettato la parte migliore.

Mentre molti riflettono sulle Meduse, troviamo altrettanto enigma nei branchi di carpe di varie dimensioni che vivono da sempre nella penombra del lago-cisterna. Si può supporre che ci siano dei sistemi di purificazione, dato che le carpe sono rinomate per la loro capacità di disturbare creando fango e inquinamento naturale. E’ infine un po’ incongruo sedersi al bar nella cisterna per sorseggiare un succo d’arancia appena spremuto, guardando come in sogno le carpe che nuotano, mentre si cerca di evitare una folla brulicante di un gruppo di turisti rivestito con i loghi di una megalitica multinazionale alimentare.

Come si esce dalla cisterna attraverso la stanza dei magneti  per il frigorifero da acquisto compulsivo, sono sufficienti due passi a destra per trovare la coda per la Basilica di Santa Sofia, e una passeggiata (o una corsa) un po’ oltre per trovare il bagno più vicino, un distinto bisogno dopo il persistente gocciolamento di acqua nella cisterna.

Le parole non rendono giustizia a Santa Sofia. E’ stata per quasi 1000 anni la più grande chiesa del mondo, fino a che gli spagnoli non l’hanno usurpata nel 1520, da allora la Basilica di Santa Sofia non è più stata in mani cristiane, è caduta in potere del sultano Mehmed II nel 1453 ed è stata convertita in una moschea. Naturalmente, le rappresentazioni della tradizione cristiana (greco-ortodossa)  furono nascoste dal potere dei musulmani ottomani, che coprirono i mosaici con intonaco e costruirono i quattro minareti.

Mentre molti tomi sono stati scritti e molto altro ancora potrebbe essere scritto a mano a mano che gli archeologi scoprono ulteriore bellezza e storia in questo edificio e nei suoi dintorni, noi ora ci soffermiamo sulla saggezza di Mustafa Kemal Ataturk, il grande guerriero e presidente turco che ha dichiarato la Basilica di Santa Sofia un museo nel 1935, e i suoi mosaici e dipinti originali sono stati progressivamente esposti e puliti.

Dopo aver passeggiato intorno al piano terra della Basilica di Santa Sofia ed esservi meravigliati dell’architettura, una parte essenziale della vostra visita a questo grande museo sarà quella di ‘salire’ la rampa di pietra sulla sinistra dell’ingresso principale verso il piano rialzato e prendere visione della grandezza della costruzione da questo punto di vista.

La terza meraviglia di Giustiniano di questa visita di un giorno, è nell’Arasta Bazaar, un centro di cultura artigianale turca proprio dietro la Moschea Blu (che deve essere oggetto di un elogio a parte). Scoperto nel 1930 da archeologi turchi provenienti dalla Scozia, il recupero dei mosaici del Grand Palace è stato finalmente realizzato con il supporto dell’Austria. Ciò che viene mostrato è un mosaico sontuoso con scene dalla mitologia romana, sport, caccia e vita familiare, ben documentato e, fortunatamente per il ceramista entusiasta, non ancora ben conosciuto.

Vagando in questo nuovo museo, che si trova al di sotto e in tutto l’Arasta Bazaar, si percepisce un filo comune nelle visite a tutti i musei, un desiderio statistico per la precisione dei dati.

A quanto pare ogni metro quadrato dei mosaici necessita di circa 40.000 tessere ciascuna di circa 5 millimetri quadrati. Quando si considera la superficie totale dei mosaici, risulta l’improbabile numero aritmetico di circa 75 milioni di tessere di mosaico. Quindi, se ogni paziente e dedicato artigiano produceva una tessera per minuto ecc ..


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine