La Festa della Ceramica è il raduno degli artigiani e ceramisti di Nove (a nord di Vicenza nel Veneto), con un piccolo aiuto da amici di tutta Europa. Si svolge nella piazza del piccolo paese e si snoda lungo la via principale a metà settembre, dopo che il grande caldo della pianura veneta è trascorso e, di solito, prima delle piogge autunnali.

Qui gli artisti che abbiamo incontrato in marzo ai campionati di corsa campestre mostrano la piena gloria delle loro opere e siedono pazientemente creando nuovi capolavori dell’arte ceramica per il diletto dei visitatori, letteralmente da tutto il mondo. Questi pochi artisti locali rimasti avevano prodotto raffinate scene rurali e floreali, ponendo grande attenzione alla realizzazione dei particolari e ricche di colore. Più che con intento commerciale, sembrava che onorassero la Musa dell’arte ceramica, come se gli strumenti della vendita fossero solo un tranquillo benvenuto e un caro ossequio.

In serata, molti turisti hanno combinato il ‘virile’ gioco degli scacchi nella vicina Marostica (partecipando alla famosa “Partita a scacchi a personaggi viventi”) con una passeggiata pomeridiana lungo la via principale, normalmente tranquilla, di Nove. Sono venuti saltellando da tutte le aree dell’Australia (tranne la Tasmania) chiamati a raduno dal pifferaio magico di Vicenza, il suonatore di Didgeriblues-Didgeridoo, Florio Pozza.

I visitatori americani sia quelli ‘in base’ che i ‘polli liberi’ guardavano con aria interrogativa questo apparentemente folle italiano che soffiava su un bastone di legno cavo suonandolo come un eufonio piatto, a ritmo di jazz. Nel frattempo, l’altro orgoglio di Florio, ovvero il suo articolato dizionario Australoveneto, ha scaldato i cuori e le corde vocali di molti visitatori Veneti.

Energitismo ha partecipato al lancio della nuova Bossa Buffona, la “Bossa Nove”, ricreata a Nove con il sostegno di Veneto Marketing e Gianpietro Zonta di D’Orica, e promossa in 3D dal maestro vasaio Adriano Spigarolo. Il collegamento Australoveneto è stato ulteriormente migliorato con la distribuzione di una prospettiva australiana su due dei “figli prediletti” del Veneto: il Baccala e i gondolieri.

Diversi creatori di raffinata ceramica erranti sono arrivati dalla fiera di Faenza il fine settimana precedente, e si sono accampati per un piacevole fine settimana di chiacchiere con la gente del posto, prima di ritirarsi nelle loro caverne invernali in Francia o oltre, con l’intento di creare nuove opere per le fiere primaverili del prossimo anno.

Le teiere di John Townsend sono state create da una mente non compressa da limitazioni di ingegneria, magari con un tocco della poesia di Coleridge, o più probabilmente un limerick di Edward Lear. Mentre Russell Coates è venuto dalla più tradizionale “mandria” della ceramica britannica e ha realizzato una vasta gamma di forme e disegni basati principalmente sul suo smalto blu. La presenza romena da Horezu, nel sud del paese, è stata incarnata da un artigiano che, con abile mano, ha creato sulla ruota i suoi modelli geometrici complessi e pieni di colore.

Un bel segno è stata la partecipazione di numerosi figli e figlie dei maestri ceramisti, coinvolti nella creazione della propria arte ceramica promossa dal Comune novese. Nel frattempo, Giuseppe Facchinello, ormai sempre più noto per la sua meravigliosa forma d’arte ceramica espressionista, ha presentato le sue creazioni più recenti nella galleria di famiglia sulla strada principale.

Visitatela in qualsiasi momento e chiacchierate con Carmen, la madre che ha trasmesso a Giuseppe la sua abilità artistica.