Giornata dell’arte contemporanea e riflessioni sul turismo


Quanto vale l’arte contemporanea? Può avere una sua funzione ai fini turistici? Quale è la relazione fra arte e territorio?

L’occasione della tredicesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI-Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, è il momento per una riflessione sul ruolo dell’arte moderna nei piccoli centri storici e nella loro promozione turistica.

Quando un territorio vuole presentarsi al turista (esperenziale) e al viaggiatore deve compiere almeno tre passaggi fondamentali:

  1. Identità e individuazione di un elemento identitario con il quale vuole essere identificato
  2. Abbellimento, pulizia e decoro del centro storico
  3. Promozione della sua identità prima in un target ben definito eppoi in modo sempre più vasto.

Per molti piccoli centri storici italiani, il primo punto spesso coincide in modo semplice con la riscoperta delle proprie radici, un passaggio fondamentale per riappropriarsi della propria storia e di raccontarla. Una strategia che darà grandi frutti nel medio periodo se questa storia è raccontata e condivisa anche dalle generazioni dei bambini nelle scuole che un giorno potranno pensare di creare una impresa in connessione con il loro paese.

A tal proposito abbiamo visto l’effetto delle guide di Discoverplaces.travel fra i bambini della terza elementare delle scuole di Paliano. Sono andati per il borgo con la guida e si sono sentiti orgogliosi del loro paese tanto che uno di loro ha detto alla sua insegnante:

maestra, vuol dire che ogni giorno noi calpestiamo la storia!”.

Il secondo punto è essenziale per l’accoglienza del turista. Spesso lo sottovalutiamo ma è come se noi invitassimo amici a casa e facessimo trovare la nostra abitazione sporca e disordinata. Gli amici ci creerebbero immediatamente una cattiva reputazione e noi inizieremo a perdere credibilità. Spesso i turisti che vanno nei centri minori hanno un elevato grado di cultura e sono abituati ‘al bello’. Fargli trovare un ambiente poco decoroso significa avere i blog e i social network pieni di recensioni negative sul paese.

Anche qui in questi anni è stato fatto un grande lavoro sulla ‘riappropriazione’ emozionale dei beni comuni di un paese e i cittadini stessi iniziano ad avere più cura. Dovremo arrivare ad organizzare delle giornate di pulizia generale sul modello di ‘Clean up Australia’ dove per un giorno tutti gli australiani si prendono cura del loro paese.

Il terzo punto è concettualmente il più difficile per un italiano abituato a considerare la comunicazione una spesa e non un investimento. Per molti è quasi impossibile concepire professionisti che si occupano di comunicazione, scelgono il target a cui rivolgersi, parlano 2 o 3 lingue e scrivono contenuti ottimizzati per i motori di ricerca come Google.

Gli italiani sono abituati ‘al mattone’, alle percentuali agli agenti di vendita ma non ai professionisti della strategia e della comunicazione. Per fare un esempio questo anno quando siamo andati a presentare le nostre Guide Turistiche dei Borghi d’Italia al Festival della Letteratura di Viaggio a Roma, ci siamo accorti con sorpresa che il Festival era sponsorizzato dalla Catalogna che aveva un grande stand con molto materiale illustrativo e bravi narratori che raccontavano le bellezze del loro paese.

Non dobbiamo poi stupirci se molti italiani andranno a Barcellona e in Catalogna e pochi verranno nei nostri centri!

 

Ma cosa c’entra tutto questo con l’arte moderna e contemporanea?

 Nella ricerca e individuazione dell’identità si può correre il rischio di una visione solo nostalgica e rievocativa del passato che non dia la percezione di attualità della vita corrente. La storia bisogna poterla vivere come esperienza non solo da spettatore ma da protagonista. Ecco allora che nascono veri mercati medioevali dove lavorano veri artigiani o ecco persone che possono prendere parte a sfilate storiche, alla preparazione di infiorate o altro.

Ma uno dei modi più suggestivi di rendere attuale la vita di un paese storico è quello di dosare sapientemente interventi di arte moderna e contemporanea. Dare l’idea che la bellezza del passato continua nelle opere attuali, creare momenti artistici collettivi a cui possono partecipare artisti vivi, da intervistare e con cui interagire.

In questo ci sono degli esempi di interventi veramente efficaci di come l’arte moderna dia una nuova prospettiva al paese che non confligge con le rievocazioni storiche ma le esalta e le rinforza. Una prospettiva che attrae anche un altro tipo di turista attento all’arte e che aumenta l’offerta di attrattività turistica dei paesi e dei borghi.

Esempi di integrazione di arte contemporanea nei borghi nel Lazio

Ci sono incredibili esempi in cui l’arte contemporanea ha dato una nuova luce ad edifici storici come quello del Castello Colonna di Genazzano con il CIAC – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea dal 1979 ospita mostre e installazioni d’arte con collaborazioni internazionali. Ospiti illustri e tutti i maggiori critici d’arte italiana hanno scritto di questo castello nel cui giardino di ingresso capeggiano notevoli sculture moderne.

Un altro interessante esempio è quello del borgo di Vico nel Lazio in cui non solo ha sede il Museo della Pace, con il movimento dei ‘Nuovi Primitivi’ di Vincenzo Bianchi, ma lungo le mura esterne del centro storico si trovano sculture dedicate alla Fratellanza. Le opere sono il frutto di una stagione in cui artisti da tutto il mondo si sono ritrovati in questo splendido borgo. Passeggiando poi per il centro storico si possono trovare dei murales con poesie che sono di ispirazione per tutti i visitatori.

Le integrazioni culturali, infatti, non si limitano all’arte o alla scultura ma sconfinano in tutti i campi e anche la musica e la poesia fanno parte della offerta artistica di un borgo e della sua attrattività turistica.

A Cave, in provincia di Roma, una delle attrattività più suggestive sono le immense statue del presepe del Museo Lorenzo Ferri che hanno anche il particolare Guinness di essere le più alte del mondo. Le statue sono state collocate sul piano seminterrato della Chiesa di Santo Stefano con rocce e archi di mattoncini a faccia vista. Un sapiente gioco di luci ed ombre rende poi questo matrimonio fra arte moderna e architettura antica un momento unico e da solo vale una gita in questo borgo.

Sempre in provincia di Roma, i vicoli del centro di Rocca Priora sono caratterizzati dai lavori artistici di Mario Benedetto Robazza, fontane e una particolare Via Crucis dove ogni stazione è una vera opera d’arte. La collaborazione fra maestro e borgo si è suggellata con il Museo dove sono esposte le sue opere e in particolare la prova d’autore dell’Inferno, un bronzo da cui è stato poi ricavata un’opera di 90 metri.

Ma la collaborazione più viva e più emozionante è quella fra Frosinone e l’Accademia di Belle Arti che ha dato origine al MACA, il Museo di Arte Contemporanea della città. Il museo è stato realizzato grazie alle donazioni di tutti gli artisti e i professori che negli anni avevano collaborato con la prestigiosa istituzione.

La scuola e il museo sono integrati in un perfetto esempio di architettura umbertina proprio nel centro storico di Frosinone e negli anni sono diventati il punto di riferimento non solo della città ma di tutta la provincia.

A giugno l’accademia realizza il suo Open Day con sfilate di moda e musica e un particolarissimo mapping sulla lunga facciata dell’edificio. Il mapping è quella particolare forma artistica che gioca con le luci sulle facciate degli edifici, come per l’illuminazione dell’Ara Pacis a Roma che fa vedere i veri colori originali del monumento o l’Eath Day con le immagini proiettate sulla Basilica di San Pietro. Questo evento sarà presto un vero punto di riferimento e un festival nazionale in collaborazione con altri istituti.

L’accademia di Frosinone ha una delle migliori scuole di mapping e questa particolarità potrebbe risultare strategica per integrare cultura classica e cultura moderna con una aggiunta di sapere ‘tecnologico’ che poi è l’elemento che ha caratterizzato il tessuto industriale di Frosinone e Cassino per anni.

Di recente, poi, l’accademia ha lavorato con diversi comuni come con quello di Boville Ernica dove ha realizzato un interessante ‘scultura all’emigrante’ che poi è diventata il simbolo del Premio Giotto, un riconoscimento che ogni anno il comune assegna ai protagonisti della vita del paese. Il nome del premio viene da un mosaico attribuito a Giotto che si trova nella chiesa di San Pietro Ispano: ancora una volta una identità costruita su un elemento del passato che si è arricchita dalla integrazione con l’arte contemporanea.