Ci sono donne che sorprendono per la dolcezza ed altre per la determinazione. Gabry Cominale le rappresenta entrambe ed esprime la sua personalità nelle sue creazioni di “ceramica da indossare”.

Gabry ha iniziato lavorando capi in maglieria a mano ed ha interrotto il suo lavoro quando ha incontrato la ceramica. Il suo maestro Guido Garbarino la aveva avvisata che la tecnica raku la avrebbe “rapita” e infatti così è avvenuto. Ma una persona è il risultato di tutte le sue esperienze, così le creazioni di Gabry sono diventate anche un originale connubio fra arte e moda.

Gabry, come potresti definire la tua arte?

“Ceramica da indossare e d’arredo” penso sia la definizione più chiara per tutto quello che creo. Le opere più famose sono i busti nati quasi per caso quando mi hanno chiesto di partecipare ad una sfilata. Avevo cambiato lavoro e non realizzavo più abiti, quindi avrei dovuto rispondere di no… e invece ho risposto affermativamente.

E così è nata la mia prima performance di moda, ceramica e danza. Ho fatto indossare dei busti a delle ballerine, scelto la musica e i movimenti e da quel momento sono diventata un punto di riferimento per la moda “originale”.

Ma anche nei gioielli hai abbinato arte e accessori…

Anche la linea di gioielli e quadri è nata da una sfida creativa. Ho pensato che un gioiello di ceramica non può essere messo nel cassetto e deve avere una sua vita anche quando non è indossato. Per questo ho iniziato a creare dei quadri in cui “appendere” i gioielli e continuare così a mostrarli e a godere della loro bellezza.

Cosa è il raku, cosa significa creare?

Lavorare la terra e l’argilla ha un significato speciale, ma vederla trasformare con il fuoco e aspettare la nascita dei colori è un evento unico. Ho il laboratorio sotto casa per cui quando sento che mente, cuore e mani sono in “armonia”, scendo e mi metto all’opera. Non importa l’ora, ma l’accordo delle tre forze vitali.

Sento di potermi definire una donna determinata, che affronta la vita in prima persona, e per questo sono attratta dai colori definiti e dalle forme grandi e imponenti.

Gabry che cosa vorresti dalla tua arte, quali risultati vuoi raggiungere?

Mi piace il rapporto con le persone che entrano nel mio laboratorio e che iniziano a parlare con me. Quando si stabilisce questo scambio di energia positiva sono felice che una mia creazione vada “a vivere” nelle loro case.

In fondo in fondo, vorrei che le persone fra 200 anni trovino un mio pezzo e ne siano attratte… vorrei lasciare una riga in un foglio che è il racconto dell’umanità.