Le Briccole sono i pali di legno di rovere infissi nella laguna di Venezia per segnare il percorso alle barche e alle imbarcazioni. Fanno parte del paesaggio veneziano e sono un emblema per tutti coloro che hanno visitato queste magiche aree.

 

Le Briccole provengono da tronchi di rovere originari delle foreste venete che venivano portati a Venezia lungo le acque del fiume Brenta. Questi alberi sono i favoriti per il loro fusto dritto e forte, facile da inserire nel fondo della laguna per diventare i segnali dei canali navigabili.

Nel corso degli anni, l’acqua erode lentamente il legname nella zona del galleggiamento al confine tra l’acqua e l’aria. Questa erosione agisce sulle ‘soffici’ celle in legno lasciando i bordi della superficie del pilone pieni di una trama a “buchi di spugna”.

L’architetto antroposofico Maurizio Signorini seleziona questi legni per riportarli a nuova vita trasformandoli in eleganti mobili di pregio dove la storia del passato si fonde con il futuro. Dopo aver ‘asciugato’ il legno, i tronchi sono puliti e tagliati per essere utilizzati come le gambe del tavoli e di altri mobili.

Nei tavoli di Maurizio Signorini, le sezioni erose del pilone vengono tagliate per creare doghe portanti e la parte con l’intricata rete dei fori di erosione viene mostrata e valorizzata. La trama dei buchi diventa arte e viene evidenziata dalla lastra in vetro del piano del tavolo.

L’immagine finale del tavolo con le gambe e il vetro appare come uno “specchio capovolto” del canale con i piloni e arricchisce una casa elegante. Nel complesso questa rigenerazione delle Briccole lascia al fortunato commensale una “visione dei canali veneziani” e del “suono dell’acqua” che lambisce i tronchi.

 

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Claudia Bettiol

IT
Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses