Nel 1791 Senefelder accidentalmente inventò la litografia a ‘pietra’ (Lito-pietra dal greco) come tecnica di riproduzione di disegni d’arte. Il principio e la tecnologia sono semplici ma richiedono un grande lavoro manuale e una bravura artigianale.

La litografia si basa sul principio che olio e acqua non si mescolano. Così, un disegno fatto in cera si può riprodurre accuratamente se il fondo della pietra viene lavato con acqua e sapone e se gli inchiostri utilizzati sono a base di olio.

Il segreto della litografia è quello di utilizzare lastre di un particolare tipo di calcare assorbente. Queste lastre sono relativamente spesse per aumentare la resistenza alla rottura, tanto che il montaggio del sistema è affidato a due uomini, e la superficie superiore viene lucidata con un’altra pietra per ottenere una finitura liscia e piana su cui creare la matrice negativa del disegno.

L’eleganza della litografia è che la qualità delle opere dipende dalla qualità dei materiali e dalla precisione delle belle matite e dei pastelli in cera utilizzati dall’artista per creare l’immagine speculare. In origine, la litografia è una tecnica di stampa solo in bianco e nero, ma nel 1837 Godefroy Engelmann, in Francia, introdusse una tecnica per creare litografie colorate. La tecnica richiede più fasi di produzione, una per ciascun colore. In litografia, la pazienza è una virtù, infatti si possono impiegare fino a 40 giorni per creare un’opera.

La Litografia produce opere d’arte di alta qualità senza gli effetti “d’aggiunta” di altre tecniche, per cui è rimasta in uso nella stamperie anche se oggi sono in pochi ad avere l’abilità di praticarla. Il picco dell’arte litografica è avvenuto tra il 1850 e il 1950, quando molti grandi artisti come Van Gogh, Matisse, Picasso e Salvador Dalì produssero litografie, come fece anche Nelson Mandela.

L’artista crea la replica speculare (o originale) di un disegno su pietra e poi autorizza la stamperia a farne un certo numero di copie firmate. Picasso e Dalì sono arrivati al punto di commissionare altri per produrre le copie. La possibilità di creare 100 copie ha fatto nascere un mercato redditizio per l’artista, per le copisterie e le litografie.

Dal 1880 la tecnica è stata utilizzata per la produzione di annunci pubblicitari colati e per spettacoli e mostre. Ogni litografia è, in effetti, un’opera d’arte originale realizzata con grande cura artistica e artigianale e può avere piccole variazioni, che aumentano con il numero di stampe, che creano effetti artistici sempre nuovi.

La limitazione della pietra litografica è il numero di stampe che si possono fare, per cui le gallerie che intendono vendere un molte copie di stampe si sono rivolte alla fotografia. In aggiunta, il pubblico oggi non è educato al valore delle litografie in pietra. È necessaria una rinascita per questa meravigliosa tecnologia di stampa che è mantenuta in vita da famiglie di litografi che lavorano su presse tradizionali.

Nascosto nel cuore di Vicenza vi è un meraviglioso laboratorio artigianale di litografia gestito da un uomo, Giancarlo Busato, conosciuto più all’estero che nella sua città natale. Trovate le sue opere in Messico, Brasile e perfino in Australia.

Come trovarlo e godere della sua arte? Questa è un’altra storia.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine