Le nuove creazioni di Antonis Karakonstandakis sono state presentate nella mostra “Scouting” al Museo di Larissa (Moschea Geni). L’esposizione comprende tre moduli (Horizons – Candele – Landscapes) realizzati con l’originale tecnica dell’artista di sculture di mosaico su rocce naturali.

Antonis Karakonstandakis usa la poesia per creare immagini di parole delle sue sculture a mosaico in pietra. Per la sua ultima mostra a Larissa, capitale della Grecia centrale, i suoi versi descrivono l’influenza della forma d’arte del mosaico.

Art Form,
that initiates us
to the obvious and to the self-evident,
approaches harmony,
transposing circumspection in parallel,
with Doric austerity
that defines it,
composes and endorses,
the anticipated,
while at the same time,
recalls and releases memories,
that remain vivid
activating the senses,
to a continual and transparent Rearrangement.
Apocalypse.

Per Antonis, come per ogni scultore, la pietra e la roccia con cui lavorano, hanno una vita. La pietra ha una storia. Dall’Arte minoica al Partenone, al lavoro magistrale del periodo bizantino, la pietra esisterà fino a quando esisterà la civiltà. Perché resiste e racchiude al suo interno la memoria e l’esperienza: la vita nel suo cuore.

Perché la pietra ha un cuore! Questo è proprio la “tela” su cui Antonis Karakonstandakis si esprime. Il cuore di pietra è il cuore delle sue creazioni si sculture di mosaico.

Antonis dice: “C’è grande ansia quando si taglia una pietra. C’è il pericolo di ferirla o addirittura distruggerla. Ma il culmine, il momento dell’apocalisse è il taglio. In ogni pietra che si apre, si vede il cuore. Ognuno è unico nel suo genere … “

Su questo cuore primordiale della pietra, Antonis fa la sua rappresentazione pittorica, con tessere colorate, “pietra in pietra, un mosaico nel cuore della pietra su cui si basavano le civiltà”. Tuttavia, è la roccia di base che definisce la proposta dell’artista. Per Antonis “la tessera di per sé è priva di significato. È una cellula vivente, parte di un tutto. E’ solo prendendo il suo giusto posto nella composizione, che porta fuori il tutto e porta in vita ciò che si nascondeva dentro la pietra e origina le sculture di mosaico”.

“L’artista deve cercare di espandere la sua arte. Attraverso ‘l’apprendistato’ con il materiale e lo studio delle sue creazioni precedenti, l’artista arriva a concetti nuovi. Solo il tempo dirà se ne è valsa la pena”.

“Open Horizon
A provocatively Unknown,
Open Horizon,
calls us to transcend,
the melancholic snugness of the settlement,
the grind of olive trees,
the sureness a lighthouse emanates,
as a place safe to sail,
the surface journeys and
to follow the flight of birds,
flying free,
opposite a new moon,
and an escape to areas and places,
where our inmost being was trapped,
unfulfilled desires.”


Claudia Bettiol

IT
Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

ENG

Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses