Come si scende la collina per guardare oltre Bondi Beach, potreste essere perdonati di dubitare della legittimità di tutta la fama del nome: ‘Bondi’. Con un cielo triste e una continua minaccia di temporali, le sculture sulla spiaggia “Bondi Sculptures by the Sea” sembrano piuttosto “ Sculture nella pioggia”.

Seppure una grande idea ispira questo evento, forse si potrebbe prendere in considerazione di spostarlo in uno dei mesi meno piovosi. Questo è stato il terzo giorno che cercavo di camminare intorno alla scogliera di Bondi per ammirare le sculture, ma ancora una volta sono stato ancora ostacolato da madre natura. Per non essere respinto ancora, mi sono avventurato fuori verso la spiaggia di Tamarama con la mia giacca più calda.

Mentre cammino giù per i gradini della scogliera verso la spiaggia, mi accorgo che non sono l’unico a sfidare il vento e il freddo. Ci sono famiglie, coppie e gruppi di amici a piedi venuti per vedere e apprezzare le opere di Bondi Scultures by the sea . La sabbia e l’acqua hanno coperto molte opere d’arte con detriti, rendendo la ‘X’ di Sara Fitzgerald tanto più autentica, come se molti anni fa dei pirati avessero segnato non solo le loro mappe ma l’intera baia per il loro tesoro.

Altre opere non hanno incontrato le condizioni avverse con tanta grazia, le ‘Pozze di marea’ di Elaine Miles possono essere a malapena visibili attraverso il fitto velo di goccioline d’acqua, quando si rimuove la sabbia che incapsula l’installazione con un colpo di mano si può ancora vedere le piscine in piedi lì con il loro bel vetro che ricorda degli artigiani muranesi o il grande Chihuli.

Altre opere di Sculptures by the Sea di Bondi soffrono di un’attenzione più personificata, con i segnali esclamanti ‘non salire sulle opere d’arte’ diligentemente ignorati dai bambini con grande dispiacere dei loro genitori. Ma non necessariamente degli artisti, infatti il ‘Pig of Fortune’ di Tae Geun Yang è diventato un parco giochi di risate che accompagna i movimenti dell’acqua dal mare e del cielo. ‘Le bottiglie’ del collettivo RCM si aggiungono a questa cacofonia liquida, in quanto le bottiglie di 1 metro ‘Spray and Wipe’ diventano un parco acquatico più adatto alle profondità dell’estate australiana rispetto alla piovosa primavera.

Infine, fra le sculture sulla spiaggia più accattivanti, ’The Wave’ di Annette Thas, che da lontano ha una forma e texture confusa, come di una pelliccia di luce inzuppata dalla pioggia. In realtà, dopo una più accurata analisi è composta da migliaia di bambole Barbie legate insieme per formare una ondata che sta per schiantarsi, anche se molte delle bambole sono state prese da spettatori ribelli.

Mentre la pioggia comincia a diventare insopportabile, lo ammetto la sconfitta facendo voto di tentare di tornare a Bondi Sculptures by the Sea il giorno seguente. Come se le nuvole avessero ascoltato il mio appello, sono stato in grado di percorrere la scogliera il seguente (e ultimo) giorno di mostra con il sole e una leggera brezza.

Circondato dai compagni mecenati, fotografi dilettanti e atleti in abbigliamento sportivo, siamo rimasti a bocca aperta in soggezione davanti a ‘Il Lamento di Amleto’ di Stephen Harrison. Una curiosa fusione tra un uomo e un cavallo, non nella maniera di un centauro ma piuttosto come una millenaria ossessione, con maschere di plastica strette intorno ad un teschio seduto sul suo trono di mattoni e pietra.

Da non perdere è Mike Van Dighe e ‘Intervention’ composto da una mano incatenata che guida una megattera delicatamente dalla mano verso il mare. Avventurarsi attorno al promontorio affollato con sculture e con l’iconica caffè ‘The Grounds “di Sydney nella mano di tutti, una scultura cattura per prima l’orecchio, un profondo fischio come quelli ascoltati sulle catene montuose del mondo e, quando gli occhi curiosamente cercano la fonte trovano una collaborazione tra il Arissara Reed e Davin Nurimba chiamata ‘Camera acustica’.

Le Sculptures by the Sea di Bondi Beach in Sydney sono davvero un’esperienza entusiasmante nonostante la pioggia e i necessari più tentativi, certamente non da perdere tra i numerosi festival di alta cultura di Sydney che vengono proposti durante tutto l’anno.

Il famoso blu della baia di Sydney non è l’unica opera d’arte qui.


George Tulloch

George is a composer, DJ and electronic music publisher based in Sydney, Australia. As well as his passion for electronic music he enjoys touring in the ‘Maz’, skiing, fine dining, cooking and story telling