Function Junction è una zona semi-industrializzata a circa 8 km a sud dei residence sciistici di Whistler nella British Columbia. Alle spalle di un negozio di motoslitte in un cortile-deposito per le costruzioni, ci sono due container separati da una area laboratorio coperta da un tetto piano in legno.

 

E’ una normale mattina d’inverno di Whistler, zero gradi Celsius, sorprendentemente senza nuvole sulle montagne così che le piste da sci del versante anfiteatro di Whistler si distinguono chiaramente contro il cielo a nord-est.

C’è un uomo in quello che sembra un paramento da lavoro invernale, coperto di polvere, che indossa una maschera industriale e che lavora ad un blocco di pietra, su una panca di legno, con una smerigliatrice. Camminiamo sul terreno ancora semi-congelato e lo incontriamo a metà strada, finché si toglie il cappello, la maschera e i guanti per darci il benvenuto. Il suo nome è Daryl, ed è uno scultore della pietra, originariamente un pittore di dettagli ad Abbotsford ad est di Vancouver ed ora, con la moglie, è diventato un “locale” e un membro del team di artigiani creato da Jon Fathom, il cui showroom avevamo visitato nell’ Art Gallery Row, a Whistler. Il suo bassorilievo è scolpito nella pyrophillite viola.

Sotto il tetto possiamo sentire una smerigliatrice lavorare la pietra. Siamo guidati attraverso uno spesso foglio di plastica che pende di fronte l’interno del laboratorio. Entrando appena il foglio è spostato, a sinistra vi è un uomo che lavora su uno di due blocchi di pietra. Di fronte a noi vi è un grande marmo bianco da dove fuoriesce la statua di un orso polare con tre cuccioli. A destra vi è un grande blocco di marmo quasi 1,5 metri di altezza, 3 di lunghezza e forse 1 di larghezza in equilibrio su dei tronchi.

Jon Fathom emerge da dietro il blocco e ci dà il benvenuto, ovviamente contento di un tale interesse per questo laboratorio di maestri artigianali. Ci presenta il terzo intagliatore che lavorava oggi, Andrew, un giovane uomo che sembra e apertamente entusiasta, originario di Prince George. Ha studiato arte prima di scendere 800 km a Whistler da una città che esiste a quanto pare solo per l’industria della pasta di legno. Oggi il suo lavoro è su un blocco di anidrite blu da cui inizia ad emergere un orso polare. Questo blocco ha ricevuto 4 giorni della sua attenzioni e spera di poterlo completare in altri 10 giorni. Ci hanno mostrato un orso ‘nero’ quasi finito che brilla con sfumature di verde intenso, quando è lavato con l’acqua ghiacciata da un secchio. La sua nuova vita emerge da un blocco di rara Brucite scura.

In piedi accanto all’orso vi è un altro grande orso che emerge da un blocco di calcare fossile rosso del Canada. Daryl e Andrew parlano della bellezza della roccia che stanno scolpendo, discutendo delle venature e delle composizioni della pietra con una sapienza essenzialmente imparata per permettere loro di evitare fallimenti e creare le più raffinate sculture.

Jon ci fa fare un giro di questo laboratorio di moderni scultori di marmo, la sola differenza con quelli del rinascimento in Italia è la disponibilità di elettricità per le frese e le smerigliatrici. Si parte, come allora, prima dalla scelta del blocco di pietra, poi dal sentire la vita all’interno prima di rimuovere il superfluo e dare vita alla scultura. Jon parla del progetto dell’orso polare che esce dal grande blocco di marmo con la sua testa voltata verso destra. Ci mostra la mamma orsa ei suoi tre cuccioli che stanno emergendo da un blocco alto 3 metri che è stato iniziato 15 mesi fa.

Intorno all’area del laboratorio vi sono grandi scatole per metà piene di pezzi di pietra virtualmente di quasi tutti i colori, tutte pietre provenienti dal Nord Ovest. Trovando un altro secchio d’acqua, bagna i noiosi ritagli immediatamente brillano nei loro colori e orgogliosamente raccoglie un pezzo di marmo “Oro” che diventerà parte di un Inuit Inuksuk. Nulla va sprecato.

L’evidente amore per la pietra assicura che questi giovani lavorano con pazienza e in pace nell’aria ghiacciata, tutt’uno con la pietra e i loro strumenti. La compagnia di giovani uomini ormai sono diventati, attraverso le loro creazioni, tesori dell’umanità.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine