In mostra in Piazza di Spagna a Roma uno degli abiti da sposa poetici più belli e romantici che siano mai stati creati, un abito di jacquard in seta con manoscritto un poema d’amore in 129 versi.

La poesia è scritta a mano da Antonella Pagano, una delle poetesse italiane più incisive che ha donato una delle sue performances a tutti noi che siamo andati a curiosare alla mostra.

Avevo già indossato una della stole “Abbracci della poesia” create da Antonella ma questo abito chiamato “Pensiero d’Amore” è diverso. E’ un inno alla vita e viene da pensare a chi vorrà indossarlo per il matrimonio. L’abito è di una raffinata eleganza, semplice nelle forme che seguono la sinuosità del corpo femminile.

Il pannello anteriore, in raso, su cui è manoscritta la poesia può essere rimosso e utilizzato come forma di arredo in casa o secondo la fantasia della donna. In questo modo l’abito può essere utilizzato per altre circostanze. L’originale giacca “Pensiero”, in organza di seta, completa l’insieme dell’abbigliamento. Sia l’abito che la giacca hanno in bella vista una preziosa etichetta in oro coniata seguendo la grafìa di Antonella.

Seta e parole si “sposano” in un messaggio poetico che è un inno all’amore e alla magia del giorno nuziale in cui la coppia incorona il sogno e la promessa di eterna felicità. La poesia che Antonella ha scelto per questo abito da sposa rappresenta al meglio il suo spirito, il suo stupore per la vita e l’incanto e l’ammirazione per le magie che riserva. Il testo può essere personalizzato sulla storia d’amore che si rappresenta in quella giornata e contribuire ad aumentare le emozioni nuziali.

Sono rimasta stupita anche dall’eleganza della calligrafia con cui ha impresso le parole sulla seta. Una scrittura perfetta in cui il calore del testo, scritto a mano, conferisce maggiore spessore alle parole. Aggiunge poesia alla poesia. Amore all’amore. Non deve essere un caso se la cultura giapponese eleva la calligrafia a forma d’arte e le conferisce grande spazio nella loro storia.

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Durante la mostra, Antonella ha recitato alcune sue poesie e una performance sulla storia di due donne lucane “brigantesse” nel periodo dell’unità d’Italia. Una performance che ha lasciato tutti senza fiato in un crescendo, in un turbine di emozioni che partono dalla storia delle donne, ma arrivano direttamente al cuore di ciascuno di noi. Invitano a riflettere sulla nostra vita e sul significato della nostra permanenza su questo pianeta.

Ci deve essere un legame fra la Lucania, Matera e la poesia che supera le convenzioni e le abitudini moderne e riaccende le emozioni delle persone intorno alle parole scritte e recitate. Matera è stata nominata Capitale Europea della Cultura del 2019 forse proprio perché, oltre alla poesia delle pietre della città vecchia ci sono poesie ancora più profonde, seppure meno evidenti.

L’associazione “Matera Poesia 1995” celebra i suoi 20 anni di attività e il discorso di Antonella Pagano nella serata di festa è un vero inno alla sua terra da cui dice di aver imparato quasi tutto. Matera e la Lucania ispirano tutta la sua creatività e le sue ideazioni. Un luogo che nasce dal succedersi di uomini, manufatti, pensieri ma che mantiene una spropria precisa identità riconoscibile finanche nelle pietre e nelle poesie.

“La mia suggestione è provocatoria: c’è bisogno di una nuova generazione di giganti. Troppi pigmei sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto. La poesia è un lievito possente. E’ importante che sapienti, scrittori, poeti e intellettuali facciano un generoso gesto di umiltà verso se stessi. Dobbiamo smettere di credere di poter dominare il nostro destino presumendo e pretendendo arrogantemente di conoscere tutto della nostra vita fino ad arrivare, a volte, anche all’estremo gesto di non avere il bisogno di vivere la vita.”

Antonella ci invita a compiere il passaggio dal virtuale al reale, dalla razionalità alla emotività e ci stimola a non aver paura di affrontare la vita reale perché solo così si può arrivare a sperimentare la felicità.

“… in fondo la vita può essere dura, difficile, fallita, sbagliata quanto si pensi, ma prima o poi ci dona l’incontro con il fiore che ha petali sui quali leggere che il destino non era segnato. Possiamo allora accorgerci che spesso la nostra infelicità nasce nel cercarla in direzione sbagliata.“

Il discorso integrale di Antonella, al ventennale di Matera poesia, è stato pubblicato interamente da diversi giornali, fra gli altri “Sassilive” sulla pagina culturale. Il Comitato Club Unesco di Matera lo fatto proprio e lo sta divulgando quale vero e proprio Manifesto della Poesia e come Manifesto per l’Educazione Sentimentale, per la sua potenza pedagogica.

Mi convinco ogni volta di più che non potremo sbagliare con la guida e le emozioni positive che nascono ogni volta che si ascoltano (o si leggono) le poesie di questa piccola donna dal cuore dirompente di vita. E deve dare un’emozione molto particolare indossare un abito con parole d’amore, anche al partner, e… per la vita mentre si sta vivendo il giorno che, per molti, è ancora il più bello.


Claudia Bettiol

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Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses