Il didgeridoo è il più antico strumento a fiato del pianeta e appartiene alla cultura aborigena australiana. Come per la parola “kangaroo” (canguro), anche il nome didgeridoo è onomatopeico e viene da una storpiatura inglese del nome aborigeno YIDAKI.

Nasce nel Nord Australia dove ci sono dei termitai magnetici, soprattutto nell’Arnhem Land, ed è costruito interamente dalle termiti che scavano gli eucalipti dall’interno lasciando la parte esterna durissima. Gli aborigeni Yolngu riconoscono questi alberi e li tagliano, poi lo strumento viene decorato con ocre naturali e con i segni identificativi del “dreaming” (il Tempo del Sogno) del clan di appartenenza.

Suonare il Didgeridoo non è facile e richiede una iniziazione filosofica sul significato della musica. Il Didgeridoo /Yidaki interagisce con vari altri strumenti nel pieno rispetto della tradizione, cultura e pensiero aborigeno.

Florio Pozza è un musicista e compositore italo australiano, è nato a Myrtleford (Vic) dove ha vissuto fino a 12 anni, per poi tornare in Italia con la sua famiglia.
E’ sempre rimasto in contatto con l’Australia e vi è ritornato nel ’99, riprendendo i contatti con la sua terra nativa. Ha imparato a suonare da Dilmjeng, un amico aborigeno, suona esclusivamente strumenti aborigeni originali e ha all’attivo 9 cd tra cui The Silent Prayer, Terra Australis come solista.

In occasione dell’ ”Australia Day”, Sabato 25 Gennaio 2014, a Castelbrando (Treviso) ha tenuto un concerto dal titolo ‘We Are All Dreamers’. Florio Pozza e il percussionista Peter Neri hanno presentato il nuovo cd degli Acoustic Voyagers dal titolo DayDream.

Didgeridoo, chitarra e testi legati all’ infanzia australiana di Florio, nel tempo hanno creato un nuovo sound australiano denominato “didgeriblues”. Special guest per la musica è stata Gisella Cozzo, famosa cantante italo/australiana.

 


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine