Per me il carnevale è sempre stato un giorno lungamente atteso, e l’attesa cresceva esponenzialmente con l’avvicinarsi della data dei festeggiamenti.

Il perché una persona, specialmente quando si è bambini, ama questa giornata di festa è presto detto: è un giorno di pura goliardia e divertimento dove quasi si annullano preoccupazioni e impegni per festeggiamenti spensierati e all’insegna dello scherzo. Ma oltre ai colori, agli scherzi e ai costumi, c’è un altro ricordo, un’altra peculiarità di questo giorno di festa che mi ha sempre fatto amare il carnevale.

Si tratta dei dolci.

I dolci che da sempre mi hanno accompagnato durante questa giornata sono le chiacchiere (le frappe come le si chiamano a Roma), un dolce leggero e goloso, dolce e croccante, che potresti mangiare in grandi quantità per la loro bontà. Insieme a queste poi, c’è anche la varietà ripiena, dove con il ripieno ci si può sbizzarrire. Oggi vi propongo queste due ricette, così come ce le tramandiamo di genitore in figlio da innumerevoli generazioni.

Buon carnevale, e ricordatevi: a carnevale ogni scherzo vale!


Per la ricetta delle chiacchiere

 

Per prima cosa mettete fuori dal frigo 40gr di burro e lasciate che si ammorbidisca a temperatura ambiente. Ora amalgamate 500gr di farina 0 insieme a 5gr di lievito in polvere in una ciotola capiente. Aiutatevi mescolando con una forchetta per far sì che il lievito si mescoli adeguatamente alla farina.

Unite ora 80gr di zucchero e 4 uova (3 intere e un tuorlo) e un cucchiaino di sale. Dovrete raggiungere una consistenza liscia e morbida, al punto da potervi affondare senza difficoltà un pollice.

Lasciate riposare l’impasto avvolto nella pellicola a temperatura ambiente (non superiore ai 22°, altrimenti il burro potrebbe separarsi e renderebbe difficile stendere l’impasto) per 1 ora.

Trascorso questo tempo dividete l’impasto in 5 porzioni e tiratelo con il mattarello fino a raggiungere uno spessore quanto più fino possibile, arrivando ad uno spessore di 2/3 mm.

Per tirare la pasta cospargete di farina un piano di lavoro quanto più liscio possibile (una spianatoia di legno sarebbe l’ideale) e infarinate anche il mattarello.

L’ideale sarebbe usare un tirapasta regolabile. Una volta tirata la pasta tagliate dei rettangoli con la rotella dentata (5x10cm ad esempio) e lasciate riposare ancora una decina didi minuti. Intanto riempite un pentolino di olio per fritture (semi di arachide o alto oleico sono i migliori, poiché hanno un alto punto di fumo) e portate a 150/160 gradi.

Ora potete immergervi i vostri rettangoli di pasta e friggeteli per 3 minuti (attenzione a non immergervene troppe altrimenti potrebbe strabordare l’olio), dopodiché scolateli su carta assorbente e ultimate cospargendoli con dello zucchero a velo.


Per le bugie (chiacchiere ripiene)

 

Usando lo stesso impasto della ricetta per le chiacchiere dividetelo sempre in 5 porzioni e stendetelo fino a raggiungere uno spessore di 2/3 mm.

Ora però dividetelo in quadrati di 8×8 cm e su una metà mettete un cucchiaio di crema pasticcera (o del ripieno che preferite, marmellate o creme). Ripiegate il quadrato di pasta e passate la rotella dentata sui 3 angoli “aperti”.

In questo modovi ritroverete un rettangolo ripieno di crema con tre lati dentati. Fate riposare dieci minuti in frigo e friggete in olio caldo (150/160°) per 3/4 minuti, finché non cambieranno colore, imbrunendo e arrivando ad un color rame.

Scolatele le chiacchiere ripiene su carta assorbente e cospargete di zucchero a velo.

 


Daniele Zito

IT

Di essere definito chef proprio non ne vuol sapere, per evitare di cadere in determinate categorie e stereotipi. Lui si definisce un “amante della cucina e della manipolazione della materia prima” e per l’appunto sono proprio queste che, qualunque sia la provenienza e il modo in cui sono interpretate, rendono l’essenza della sua cucina.

La scelta della materia prima è il primo passo per poter creare un piatto che possa catturare l’attenzione di chi lo gusta, e in più un occhio attento al rispetto della tradizione ma che guarda all’innovazione contribuiscono a offrire un’esperienza gastronomica ricca di gusto e storia.

Questo è Daniele Zito, messicano ma di adozione Romana, cuoco ma prima ancora amante del settore enogastronomico in generale!

Potete trovare le sue creazioni su Instagram: daniele89zito e nella pagina Facebook: FourEyedChefs 

ENG

He’d prefer not to be thought of as a chef, to avoid being categorized under a narrow role or stereotype. Daniele considers himself simply a “lover of cooking and of managing raw ingredients”.  In fact, it’s raw ingredients,  regardless of where they come from and how they’re interpreted, that serve as the foundation of his cooking.

Choosing the right ingredients is the first step in creating a dish that can capture the attention of those who taste it, though it is also important to keep a watchful eye on culinary traditions, respecting them, but without forsaking innovation, all with the goal of offering a rich culinary experience filled with taste and history.

This is Daniele Zito, originally from Mexico but raised in Rome, a chef but, above all else, someone who loves serving fine foods and wines!

You can find his culiary creations on Instagram: daniele89zito and Facebook: FourEyedChefs